sabato 29 agosto 2026
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Politica

Nasce il Comitato No Imec: “No porto militarizzato, sì pace e porto franco internazionale” (VIDEO)

Luca Marsi·
Nasce il Comitato No Imec: “No porto militarizzato, sì pace e porto franco internazionale” (VIDEO)

È stato presentato oggi, nella sede del Fronte della Primavera Triestina in via Giulia, il Comitato No Imec, realtà che riunisce associazioni, movimenti e forze politiche accomunate dalla contrarietà al Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa e al ruolo che il porto di Trieste potrebbe assumere in questo contesto.

la nascita del comitato e le realtà coinvolte

Il comitato è composto da diverse organizzazioni, tra cui il Coordinamento No Green Pass e Oltre, il Fronte della Primavera Triestina, il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, Socialismo Italico, il Partito Comunista, la Tavola per la Pace del Friuli Venezia Giulia, Multipopolare-Ottolina Tv, il movimento Risveglio Umano e l’associazione Alister.

La sua costituzione è legata alla conferenza del 17 marzo scorso, alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante la quale è stata rilanciata la candidatura del porto di Trieste come nodo strategico del corridoio Imec. In quella occasione il gruppo aveva già organizzato un presidio informativo e di protesta in piazza della Borsa.

le dichiarazioni: “contrari alla militarizzazione”

Durante la presentazione, il referente del comitato ha dichiarato:

“Siamo qui per opporci a questo piano geopolitico che vede il nostro porto al centro. Siamo contrari al collegamento diretto tra Trieste e Haifa e alla trasformazione del porto in una struttura dual use, quindi civile e militare. Ci opponiamo alla militarizzazione del nostro territorio”.

la scheda distribuita: analisi critica del corridoio Imec

Nel corso dell’incontro è stata distribuita anche una scheda informativa che analizza il progetto Imec dal punto di vista geopolitico ed economico, evidenziando le preoccupazioni del comitato.

Secondo il documento, il corridoio non sarebbe soltanto un’infrastruttura commerciale, ma avrebbe anche una dimensione strategica internazionale. Viene sottolineato come il progetto colleghi India, Medio Oriente ed Europa attraverso una rete che coinvolge Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Giordania e Israele, con sbocchi nel Mediterraneo, tra cui Trieste.

La scheda evidenzia inoltre che già oggi esistono collegamenti marittimi tra Trieste e Haifa, e richiama il ruolo crescente di grandi operatori logistici internazionali nello sviluppo del porto, con investimenti e operazioni su scala globale.

il porto di trieste nel contesto internazionale

Nel documento viene analizzata anche la situazione attuale dello scalo triestino, con riferimento al traffico merci e alla competizione internazionale. Viene citato il calo dei container registrato nel 2025 e il contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, come fattori che incidono sulle dinamiche portuali.

Particolare attenzione viene posta anche ai progetti infrastrutturali in corso, come il potenziamento dei terminal e lo sviluppo del traffico Ro-Ro, considerati elementi centrali per il futuro dello scalo.

le posizioni del comitato

Il Comitato No Imec esprime una posizione fortemente critica rispetto a questi sviluppi, ritenendo che possano comportare un cambiamento significativo nella funzione del porto e nel ruolo della città.

Nel documento si richiama anche il tema del porto franco internazionale e della neutralità storicamente attribuita al territorio triestino, sostenendo la necessità di preservare tali caratteristiche.

La presa di posizione si sintetizza nello slogan:

“No all’Imec, no alla militarizzazione del porto di Trieste. Sì alla pace e al porto franco internazionale”.

un dibattito aperto sul futuro del porto

La nascita del comitato si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda il futuro del porto di Trieste, tra prospettive di sviluppo economico e infrastrutturale e le preoccupazioni espresse da alcune realtà del territorio.

Un confronto destinato a proseguire, in una fase in cui lo scalo triestino continua a essere al centro di dinamiche internazionali sempre più rilevanti.

DI SEGUITO IL VIDEO 

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