Medau: 'Trieste capitale del turismo' – Sclip: 'Non basta, servono attività scientifiche e industriali' (VIDEO)

Un acceso dibattito ha animato la diretta serale di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi, dove si è discusso del futuro del Porto Vecchio e della sua vocazione turistica. Ospiti del confronto sono stati Giorgio Sclip (Punto Franco), Marcelo Medau (Fratelli d’Italia) e l’opinionista Stefano Rebek. Tra visioni contrastanti e idee innovative, il dibattito ha messo in luce le diverse prospettive sul ruolo del Porto Vecchio nello sviluppo di Trieste.
Porto Vecchio: città nella città o solo un'area turistica?
Marcelo Medau ha aperto il confronto definendo il Porto Vecchio come una "città nella città", sottolineando la sua vocazione turistica:
“Il Porto Vivo è eccezionale. Con 66 ettari, ha un potenziale enorme. Le proposte per una ruota panoramica o addirittura un parco in stile Disneyland dimostrano quanto sia attrattivo per il turismo. Trieste ha registrato oltre 10 milioni di turisti nel 2023 e crescerà ancora di più con il Porto Vivo.”
Medau ha ribadito l'importanza del turismo come motore economico:
“È un'industria che non può essere delocalizzata. Porta ricchezza e crea lavoro, anche grazie all’arrivo di investitori internazionali.”
Sclip: “Non basta il turismo, serve diversificazione”
Di parere diverso Giorgio Sclip, che ha evidenziato la necessità di diversificare le attività del Porto Vecchio:
“Non ho nulla contro il turismo, ma non possiamo basare tutto su questo. L’esperienza del Covid ci ha insegnato quanto sia fragile un’economia dipendente esclusivamente dal turismo. Servono attività che offrano lavori di qualità, non solo camerieri o addetti al turismo.”
Sclip ha anche criticato il modello di gestione dell'area:
“Il Porto Vecchio è stato praticamente regalato a privati. Una volta che il privato compra, può fare quello che vuole. Questo è il vero problema: la città rischia di perdere il controllo su un'area strategica.”
Tra turismo e sviluppo: il nodo delle opportunità per i giovani
Il confronto si è acceso quando si è discusso delle prospettive occupazionali per i giovani triestini. Medau ha difeso il ruolo del turismo come volano di sviluppo:
“Qualsiasi lavoro dignitoso è importante. Non c’è nulla di sbagliato nel lavorare nella ristorazione o nel settore alberghiero. L’importante è far partire i progetti e creare opportunità.”
Sclip, però, ha ribattuto:
“Non voglio che i nostri giovani finiscano per essere solo l'ultima ruota del carro, dipendenti di grandi catene alberghiere gestite da fondi stranieri. Dobbiamo puntare su attività che diano valore aggiunto.”
Conclusioni: un futuro da costruire insieme
Il dibattito ha messo in luce la tensione tra la visione di un Porto Vecchio come hub turistico e quella di un’area multifunzionale, capace di offrire anche opportunità di sviluppo economico e scientifico.
Stefano Rebek, con la sua consueta lucidità, ha concluso:
“Il Porto Vecchio rappresenta una grande opportunità, ma il rischio è che si trasformi in un’enclave per pochi. Serve equilibrio tra pubblico e privato, turismo e industria, passato e futuro.”
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