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Politica

Maddalena, i residenti si mobilitano: “Salviamo la memoria e il verde dell’ex Stazione di Posta”

Luca Marsi·
Maddalena, i residenti si mobilitano: “Salviamo la memoria e il verde dell’ex Stazione di Posta”

Un appello accorato per difendere la memoria storica e gli ultimi spazi verdi della Maddalena. È quanto chiedono a gran voce il Comitato Maddalena Vive e numerosi abitanti delle vie del Molino a Vento e del Veltro, che denunciano l’ennesimo episodio di cementificazione a scapito della qualità della vita nel rione.

Al centro della protesta, l’abbattimento degli alberi nell’area dell’ex pizzeria Maddalena, un piccolo ma prezioso angolo verde che rappresentava un rifugio per l’avifauna e un punto di ristoro ambientale per chi abita in una delle zone più densamente costruite di Trieste. “Non era un bosco monumentale, ma offriva ombra, bellezza e frescura, contrastando l’effetto delle isole di calore urbane”, osserva con amarezza Roberto de Bortoli, storico residente della zona.

Un luogo carico di storia: l’antica Stazione di Posta

Ma non c’è solo il verde da difendere: in gioco c’è anche un frammento della memoria urbana triestina. A ricordarlo è Marta Ivašič, che sottolinea il valore storico dell’area: “Quella piazzetta e i palazzi circostanti furono costruiti a cavallo tra Ottocento e Novecento da Gregor Zidar, imprenditore arrivato a Trieste da Kazlje. Qui aprì una fiorente attività commerciale con osteria, panificio e liquoreria, ma soprattutto diede vita a una vera Stazione di Posta, con stalle e alloggi per i trasportatori. Oggi di tutto questo resta solo qualche traccia architettonica, ma la storia è viva nella memoria dei residenti”.

Il timore, condiviso da molti, è che la piazzetta antistante venga sacrificata a favore di parcheggi o nuovi svincoli per futuri complessi edilizi.

La proposta del comitato: un’area verde pubblica e l’Anello Verde

Per questo, il comitato Maddalena Vive chiede con forza che lo spazio venga almeno in parte restituito alla cittadinanza come area verde pubblica, utile a sostenere la socialità del quartiere e i negozi di prossimità ancora presenti. “Un piccolo parco urbano in quell’area porterebbe benefici a tutti – sottolinea Valdo Cozzi, portavoce del comitato – anche in termini economici, contribuendo a tenere vivo il commercio locale e a rendere più attrattiva la zona”.

I residenti rilanciano anche l’idea dell’Anello Verde, un progetto di collegamento pedonale tra le poche aree verdi rimaste nel rione, per garantire continuità tra il cuore della Maddalena e il giardino Pincherle. “Serve un piano che rispetti l’identità del quartiere e i suoi abitanti – aggiunge Cozzi –. Speriamo nell’apertura di un tavolo di confronto con il Comune e i soggetti privati per immaginare uno sviluppo urbano condiviso”.

Un appello per un rione più vivibile

I residenti sanno che l’area è di proprietà privata, ma chiedono che si tenga conto anche dell’interesse collettivo: “Un progetto inclusivo che contempli verde, storia e socialità migliorerebbe la vivibilità dell’intero rione e rappresenterebbe un segnale di attenzione alle esigenze di una comunità spesso trascurata”, concludono dal Comitato Maddalena Vive.

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