Immigrazione, il PD alza il tono a Trieste: “Basta propaganda, servono dati, soluzioni e responsabilità”

Il Partito Democratico di Trieste interviene con parole dure nel dibattito sull’immigrazione, contestando apertamente la narrazione portata avanti dalla Regione e in particolare dall’assessore Roberti. Secondo il PD, il continuo riferimento a “flussi incontrollati” non solo non aiuta a risolvere i problemi reali, ma contribuisce a costruire una rappresentazione distorta e pericolosa del fenomeno.
“I flussi regolari non esistono”
Al centro dell’intervento c’è un punto che la segretaria cittadina Maria Luisa Paglia definisce una verità evidente ma sistematicamente ignorata: i canali di ingresso regolari in Italia sono talmente limitati da risultare, di fatto, quasi inesistenti.
Secondo Paglia, parlare di flussi regolari come alternativa reale significa non conoscere, o fingere di non conoscere, la realtà di chi fugge da guerre, regimi autoritari e persecuzioni. Persone che non possono attendere bandi o iscriversi a piattaforme, ma scappano per sopravvivere.
I numeri smontano la retorica dell’invasione
Il PD richiama anche i dati ufficiali. La questora di Trieste Lilia Fredella ha chiarito che nel 2025 le persone che hanno presentato richiesta per rimanere in città sono state poco più di mille. Un numero che, tradotto in termini concreti, equivale a circa cinque persone al giorno.
Numeri che, secondo Paglia, smentiscono clamorosamente l’idea di “continenti che si spostano” e mostrano come non si sia di fronte a un’emergenza ingestibile.
Non emergenza, ma mancata gestione
Per il Partito Democratico il nodo centrale non è l’arrivo delle persone, ma l’assenza di una gestione ordinata e strutturata dell’accoglienza. Una situazione che viene definita volutamente non regolamentata, perché una gestione diffusa e quotidiana toglierebbe spazio alla paura e alla propaganda.
Secondo il PD, l’assenza di decisioni non è neutra, ma produce conseguenze concrete sul territorio.
Soluzioni ignorate e degrado evitabile
Paglia richiama le proposte avanzate da tempo dal Terzo Settore e da chi opera sul campo, come un sistema di accoglienza a rotazione giornaliera. Strumenti che, se applicati, eviterebbero persone costrette a dormire al freddo, occupazioni forzate e situazioni di degrado.
Tra le soluzioni indicate, anche l’utilizzo dello stabile di via Gioia, per garantire un riparo dignitoso e allo stesso tempo restituire sicurezza e decoro alla città.
Il ruolo del volontariato e le accuse alla politica
Sul tema interviene anche Stefano Cristiani, responsabile del Forum Immigrazione e Accoglienza del PD, che difende il lavoro delle numerose realtà di volontariato attive a Trieste. Secondo Cristiani, queste organizzazioni rappresentano il volto migliore della comunità, occupandosi non solo di migranti ma di tutte le forme di povertà, che non hanno passaporto.
Una rete che, a suo avviso, dovrebbe essere sostenuta e non ostacolata.
Morti che non possono essere ignorati
Nel comunicato il Partito Democratico affronta anche il tema più duro. Le morti avvenute negli ultimi mesi non vengono definite fatalità, ma conseguenze dirette di politiche di abbandono e disumanizzazione. Una responsabilità politica che, secondo il PD, non può essere rimossa.
Il corteo di Natale e il simbolo di Porto Vecchio
Il corteo del 25 dicembre viene richiamato come momento di denuncia pubblica. Paglia utilizza un’immagine forte, contrapponendo le luci e le decorazioni natalizie al “vero presepe” di Porto Vecchio, fatto di freddo, sofferenza e diritti negati.
“Trieste merita di più”
Il messaggio finale è chiaro. Per il Partito Democratico, Trieste merita dignità, civiltà e responsabilità istituzionale. Un approccio basato su dati reali, soluzioni concrete e umanità, non su slogan e paura.
Il PD assicura che continuerà a portare avanti questa posizione, anche quando risulta scomoda o impopolare.
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