Azione su aiuti in piazza Libertà: «Solidarietà non è un lasciapassare per sottrarsi a regole»
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La solidarietà è una ricchezza da sostenere, ma deve rispettare le regole, anche quando riguardano gli orari delle attività di assistenza. È la posizione espressa da Arturo Governa, segretario comunale di Azione, nel dibattito sulle disposizioni per piazza Libertà a Trieste.
Il suo intervento riconosce il valore del lavoro svolto dai volontari, richiama le responsabilità politiche per la mancanza di alternative all’accoglienza in piazza e, allo stesso tempo, critica comportamenti che, a suo giudizio, hanno contribuito a dare una connotazione politica all’assistenza.
«È giusto fissare degli orari? La risposta è sì»
Governa apre la riflessione con due domande: se si possano stabilire regole per fare solidarietà e se sia giusto fissare orari per chi la pratica.
«La risposta è sì. Deve essere sì», afferma.
Secondo il segretario di Azione, in caso contrario si rischia di trasmettere l’impressione che qualcuno possa collocarsi al di sopra delle disposizioni comuni. Il pericolo, sostiene, non riguarda soltanto l’inasprimento delle polemiche, ma il danno che lo scontro può arrecare alla solidarietà stessa.
Il riconoscimento ai volontari e le responsabilità politiche
Governa attribuisce un valore importante all’assistenza prestata negli anni in piazza Libertà, definendola «un merito di cui questa città forse non si rende conto».
Riconosce inoltre che chi opera nella piazza sia stato spesso coinvolto ingiustamente nella polemica politica. Se l’unico riparo disponibile era uno spazio a cielo aperto, sostiene, le responsabilità vanno cercate in chi non ha predisposto una valida alternativa.
Nella sua analisi, anche l’insofferenza verso la presenza costante di persone nella piazza sarebbe stata alimentata in modo irresponsabile.
La critica alla connotazione politica dell’assistenza
Accanto a questo riconoscimento, Governa ritiene che in alcune occasioni anche chi presta aiuto abbia contribuito allo scontro.
Nel suo intervento cita le bandiere palestinesi durante la distribuzione dei pasti, la presenza di scolaresche e presunte dichiarazioni sugli scafisti descritti come “angeli”. Su quest’ultimo riferimento non indica persone, circostanze o elementi di riscontro.
Sono situazioni che Governa interpreta come segnali di una sovrapposizione tra assistenza e iniziativa politica. A suo giudizio, avrebbero contribuito a trasmettere l’idea di una solidarietà caratterizzata da un preciso colore politico.
Il sostegno al rispetto degli orari
Governa chiede quindi perché le disposizioni dell’autorità di pubblica sicurezza debbano essere lette necessariamente come parte di un disegno politico.
A sostegno del proprio ragionamento richiama anche le minacce agli operatori avvenute nella piazza, interrogandosi sull’utilità di alimentare un nuovo scontro.
Il suo invito è a non lasciare che la contrapposizione finisca per distorcere il significato dell’assistenza e i valori che la sostengono.
«Una ricchezza enorme di cui la città deve essere orgogliosa»
La conclusione tiene insieme riconoscimento del volontariato e rispetto delle disposizioni.
«La solidarietà è una ricchezza enorme di cui questa città deve essere orgogliosa e va tutelata e sostenuta», afferma Governa. Ma aggiunge che non può diventare «un lasciapassare per sottrarsi alle regole a cui tutti siamo sottoposti», soprattutto quando sono coinvolte sicurezza e ordine pubblico.
Per il segretario comunale di Azione, alimentare ulteriormente la polemica rischia di danneggiare sia il valore della solidarietà sia le persone che hanno diritto a ricevere aiuto.
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