giovedì 16 luglio 2026
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Politica

Freddo e neve a Trieste, PD: '140 persone dormono in strada, il Comune resta fermo'

Luca Marsi·
Freddo e neve a Trieste, PD: '140 persone dormono in strada, il Comune resta fermo'

Mentre Trieste è avvolta dalla neve, la bora soffia con forza e la temperatura percepita scende fino a –11 gradi, circa 140 persone dormono per strada. Non numeri, ma esseri umani esposti al freddo, al rischio di polmoniti e a condizioni che mettono seriamente in pericolo la vita. Un’emergenza evidente che, secondo le accuse, continua a non trovare risposte strutturali da parte dell’amministrazione comunale.

Accoglienza affidata al volontariato, non al Comune
A fronte dell’assenza di interventi pubblici incisivi, vengono spesso citate iniziative del terzo settore come prova dell’attenzione verso i più fragili. Tra queste il dormitorio notturno di via Sant’Anastasio della Fondazione Diocesana Caritas e il centro diurno di via Udine, gestito dalla Comunità di San Martino al Campo in collaborazione con ICS. Realtà fondamentali, ma che non ricevono finanziamenti dal Comune di Trieste.

I numeri dell’emergenza freddo
Secondo quanto denunciato, l’unico intervento diretto dell’amministrazione si limita al finanziamento di appena 20 posti di “emergenza freddo”. Un numero giudicato del tutto insufficiente rispetto alla dimensione reale del problema e definito simbolico di una strategia che non affronta l’emergenza, ma la riduce a misura burocratica.

La critica politica: “così si rende tutto più disumano”
“Va detto con chiarezza”, afferma Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico, “queste iniziative non sono finanziate dal Comune di Trieste”. Secondo Paglia, l’amministrazione preferirebbe usare il tema come strumento di propaganda, invece di investire risorse pubbliche per potenziare seriamente la rete di accoglienza e attivare soluzioni straordinarie nei momenti più critici.

Dal riparo negato alla gestione del disagio
Nel mirino delle critiche anche la scelta di spendere risorse per chiudere un sottopassaggio nei pressi della stazione ferroviaria. Un intervento che, secondo l’accusa, non risolve il problema ma impedisce semplicemente a qualcuno di trovare un riparo notturno, spostando il disagio e aggravando una situazione già drammatica.

Una città che deve scegliere da che parte stare
La richiesta è chiara: Trieste merita un’amministrazione che metta al centro la dignità delle persone, che collabori con il terzo settore sostenendone concretamente il lavoro e che affronti l’emergenza freddo con responsabilità e umanità. Davanti alla neve e al gelo, sostengono i promotori della denuncia, non servono alibi ma scelte concrete, risorse adeguate e rispetto per la vita delle persone.

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