Degrado urbano, Repini (PD): subito un progetto di educativa di strada in piazza Perugino

La consigliera comunale del Partito Democratico Valentina Repini ha presentato una mozione per chiedere l’attivazione immediata di un progetto di educativa di strada nella zona di Piazza del Perugino, un’area segnata da episodi di degrado urbano, risse e comportamenti violenti che generano paura e insicurezza tra residenti, esercenti e cittadini. La mozione è stata sottoscritta dai colleghi Štefan Čok e Francesco Russo.
“Da troppo tempo – sottolinea Repini – Piazza del Perugino vive una situazione di grave disagio sociale. L’amministrazione non può limitarsi a misure repressive o a campagne di propaganda sulla sicurezza: servono interventi concreti di prevenzione e inclusione, capaci di affrontare problemi complessi alla radice”.
La mozione evidenzia come l’educativa di strada sia uno strumento già sperimentato con successo in molte città italiane ed europee: educatori professionisti intervengono direttamente nei luoghi di aggregazione dei giovani – piazze, parchi, spazi pubblici – instaurando relazioni di fiducia, offrendo supporto emotivo, laboratori e attività ricreative, stimolando competenze sociali e promuovendo l’inclusione.
“L’educativa di strada – continua Repini – significa investire sul futuro dei giovani, ridurre i rischi di devianza e criminalità, e migliorare la qualità della vita e la percezione di sicurezza per tutta la comunità. È un servizio che lavora in rete con scuole, parrocchie, ricreatori, associazioni, servizi sociali e realtà culturali e sportive del territorio, riportando vitalità e fiducia in una zona oggi in difficoltà”.
Con la mozione, la consigliera chiede al Sindaco e alla Giunta di:
attivare un progetto sperimentale di educativa di strada in Piazza del Perugino;
stanziare risorse specifiche, anche tramite bandi regionali, nazionali ed europei, per garantirne la sostenibilità;
monitorare costantemente l’efficacia dell’intervento insieme a cittadini ed esercenti;
promuovere campagne informative per favorire la conoscenza del progetto e la partecipazione della comunità.
«La sicurezza si costruisce affrontando i problemi alla radice, investendo sulle persone e sulla prevenzione – conclude Repini – Non è un caso che il 45% dei triestini chieda il ritorno del vigile di quartiere, uno strumento introdotto dalla giunta Cosolini nel 2015 e inspiegabilmente eliminato nel 2017 dall’amministrazione Dipiazza. I cittadini hanno riconosciuto la sua efficacia e ora lo rivendicano con forza».
«La destra continua a puntare su propaganda di facciata, ma la città reclama soluzioni concrete. La vera sicurezza nasce dalla presenza costante delle istituzioni sul territorio e dal lavoro quotidiano di commercianti ed esercenti, vere sentinelle dei nostri rioni. L’amministrazione ha il dovere di ascoltare queste richieste e intervenire subito: la sicurezza non si garantisce con slogan, ma con scelte politiche responsabili e vicine alle persone. È ora che anche Trieste intraprenda questa strada».
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