CGIL-FIALS: ASUGI ripristini notturni in CSM via Gambini

L'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi) assicuri al Centro di salute mentale (Csm) di via Gambini di Trieste i 5 infermieri e 2 operatori sociosanitari necessari per ripristinare il servizio notturno-ovvero la possibilità di ricovero per i 6 posti letto- sospeso per mancanza di personale nel 2021. Lo chiedono i sindacati Cgil-Funzione pubblica e Fials, che hanno proclamato per oggi 2 ore di sciopero con adesione del 100% tra i dipendenti del Csm, l'unico dei 4 di Trieste a non offrire il servizio notturno. "L'Azienda l'anno scorso si era presa un impegno di riaprire a ottobre sulle 24 ore, non l'ha mantenuto- spiega Francesca Fratianni, responsabile salute pubblica per la Cgil-Fp provinciale-. Quindi i colleghi hanno votato lo sciopero e chiesto, per dignità di cura, che venga riaperto il servizio. In questo momento chi è ricoverato qua, alle 7 di sera, viene spostato al Csm di Domio o al Servizio psichiatrico, e la mattina viene riportato qua". Gli operatori del centro, spiega una coordinatrice, di fatto devono fare i tassisti, "sballottando" tra posto letto e luogo di terapia proprio i pazienti più vulnerabili, quelli che hanno in corso una crisi. Accanto ai 10 infermieri e 4 oss attualmente al Csm di via Gambini (le uniche figure necessarie per il servizio notturno), sono attivi solo per il servizio diurno 8-20 anche 4 tecnici della riabilitazione psichiatrica, 2-3 medici psichiatri, e 2 psicologi, per un bacino d'utenza di circa 800 persone.(Mil/ Dire)
"Tre anni fa mancava personale- spiega il segretario provinciale Fials, Fabio Pototschnig-. Nel 2022 è stato promesso ai famigliari degli utenti che entro il 2022 sarebbero stati assegnati 5 infermieri per ripristinare il servizio notturno, ma questo non è accaduto. Nel maggio 2023 abbiamo fatto un accordo con la direzione per riaprire il centro sulle 24 ore e ci avevano assicurato che entro ottobre avrebbero assegnato 5 infermieri, e questo non è accaduto. Nel 2024 hanno riproposto lo stesso accordo, ma nel frattempo- svela il sindacalista- abbiamo saputo dalla direzione delle professioni sanitarie che in Asugi mancano 60 infermieri e che, sia al concorso sia tramite avviso, le adesioni sono poche e non si riesce a colmare il fabbisogno". Già oggi Cgil-Fp e Fials chiederanno un incontro con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, "che si prenda un impegno e ci dica cosa vuole fare, perché questa direzione promette e non mantiene, non è in grado di riorganizzare né di progettare", concludono Fratianni e Pototschnig. (Mil/ Dire)
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