Celotti (Pd): “200mila cittadini senza medico, serve subito il contratto integrativo regionale”

"A fronte della grave carenza di
medici di medicina generale, con una stima di circa 200mila
cittadini senza medico in regione e quasi 400 posizioni vacanti
fra medici di famiglia e medici a ciclo orario (ex guardia
medica), non ci si può limitare alla presa d'atto del problema.
Si devono trovare soluzioni nuove, che non possono prescindere
dalla firma del contratto integrativo regionale, fermo da
febbraio 2023, soluzioni che devono finalmente affrontare la
riorganizzazione della medicina generale prevista dal Pnrr e dal
decreto ministeriale 77". Lo afferma in una nota la consigliera
regionale Manuela Celotti (Pd), prima firmataria di una mozione
sottoscritta dal suo Gruppo con M5S, Avs e Open Sinistra Fvg, con
la quale si chiede alla Giunta di velocizzare la stipula del
contratto integrativo regionale.
"Invece di avviare soluzioni tampone attraverso l'affidamento di
qualche mezza giornata di ambulatorio ai medici in pensione,
senza soluzione di continuità e senza alcun investimento
organizzativo di medio periodo - evidenzia la Celotti -,
proponiamo di applicare gli accordi collettivi nazionali vigenti,
che permetterebbero già adesso di attivare estensioni di orario,
anche diurno, dei medici ad attività oraria (cioè l'ex guardia
medica) e, laddove residuasse un debito orario, anche per i
medici a ciclo di scelta (medici di famiglia), per garantire il
servizio di medicina generale nelle zone carenti, o nei contesti
turistici durante la stagione di maggiore afflusso".
"Nel grave caso in cui non si riuscisse a sottoscrivere in tempi
brevi il contratto integrativo regionale, si potrebbe avviare una
contrattazione integrativa aziendale, per mettere a terra questo
tipo di soluzioni", aggiunge la dem, a detta della quale
"sperimentare queste formule consentirebbe di costituire a
livello di distretto e/o di Aggregazione funzionale territoriale
(Aft) dei punti distrettuali di medicina primaria, per i pazienti
senza medico di base, nell'attesa di procedere con le
sostituzioni".
"Queste formule potrebbero inoltre anticipare le caratteristiche
della futura assistenza primaria prevista dal dm 77/2022, con
particolare riferimento alle Case della Comunità e agli altri
nuovi servizi distrettuali - conclude - perché, se la scadenza
del Pnrr è a metà del 2026, crediamo sia assolutamente urgente
iniziare a ragionare di cure primarie in termini di
organizzazione organica e non a spot come stiamo facendo".
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