Boldrin a Trieste contro Vannacci: «È il prodotto della politica spettacolo» (VIDEO)

Il successo della politica basata su slogan, provocazioni e forte esposizione mediatica è stato uno dei passaggi più accesi dell’intervista a Michele Boldrin, chiamato a confrontare il percorso di ORA! con quello politico di Roberto Vannacci.
Boldrin non ha evitato lo scontro e ha espresso un giudizio estremamente critico sul generale e sul modello comunicativo che rappresenterebbe.
Il confronto tra due modi opposti di fare politica
La domanda parte proprio dalla differenza tra ORA! e il progetto politico di Vannacci e dal diverso consenso attribuito alle due esperienze.
Boldrin invita innanzitutto a considerare le differenti condizioni di partenza, ricordando il ruolo avuto dalla Lega nel lancio politico di Vannacci.
Alla considerazione che anche Vannacci accusa i media di concedergli poco spazio, Boldrin replica: «Mi sembra una bugia. Veramente è dappertutto, non c’è trasmissione televisiva in cui non spunti, non c’è giornale che non parli di lui».
«Il prodotto della politica spettacolo»
Boldrin contesta in particolare alcune posizioni attribuite a Vannacci sul tema dell’immigrazione e lo definisce «il prodotto della politica spettacolo».
Secondo il leader di ORA!, Vannacci avrebbe raccolto e condensato temi presenti da anni in una parte della destra italiana: «Una certa forma di razzismo, grandi proclami, gli italiani sono meglio di tutti, noi siamo solo vittime degli altri, il maschilismo esagerato».
Boldrin parla inoltre di «boutade un po’ da bar che divertono», aggiungendo: «Rido anch’io delle volte, poi dico: ma mica si cambia il Paese in quella maniera».
Immigrazione e sicurezza
Il leader di ORA! distingue comunque il tema dell’immigrazione irregolare da quello delle grandi questioni economiche.
«Gli immigranti irregolari che compiono reati, anche piccoli, a mio avviso, vanno riportati a casa o vanno, come dire, messi in condizioni di non nuocere», afferma Boldrin.
Ma per il professore si tratta di «una questione di ordine pubblico» che non può essere trasformata nella soluzione universale ai problemi italiani.
«Non crea di sicuro salari alti, non ci rende protagonisti mondiali dell’intelligenza artificiale, non migliora la scuola, non porta le nostre università in cima al mondo», osserva.
«Noi non promettiamo il paradiso in terra»
È qui che Boldrin marca la distanza tra i due modelli politici.
«Noi chiediamo alla gente di ragionare e non promettiamo il paradiso in terra. Non promettiamo la soluzione facile».
Poi la battuta finale sul rapporto tra politica e comunicazione: «Il sistema mediatico ha trovato, come dire, un intrattenitore più bravo di Boldrin».
E prosegue ironicamente: «Non sono abbronzato. Non gioco con le palle. Non esibisco i muscoli. Non ho le collanine».
La conclusione torna però immediatamente seria: «Guardate, la situazione è seria. Bisognerebbe provare a mettersi assieme e fare delle cose serie».
DI SEGUITO IL VIDEO
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