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Politica

"Appello alla ragionevolezza" di un gruppo di cittadini: "Troppi 12 candidati sindaco, tutti uniti contro centro-destra"

Luca Marsi·

Pubblichiamo di seguito l'Appelo alla ragionevolezza del gruppo LaCittàAiCittadini,

APPELLO ALLA RAGIONEVOLEZZA
 
Siamo semplici Cittadine e Cittadini allarmati. Anzi, molto di più, siamo Cittadine e Cittadini sbalorditi nel vedere già 28 (ventotto!) Liste elettorali con 12 candidati Sindaci “alternativi all'attuale”, il quale, viceversa, si ripresenterà con appoggi fortemente coesi e sondaggi favorevoli.
 
Perciò, in un momento in cui, come mai prima d'ora, ci aspettano anni difficili, nei quali si dovrà contemperare la crisi post pandemica, quella climatica, le conseguenti tensioni sociali, vogliamo condividere con tutta la Comunità cittadina alcune semplici riflessioni super partes.
 
       La prima osservazione è obiettiva ma forse poco nota: l’attuale legge elettorale assegna al Sindaco eletto direttamente il 60% del Consiglio Comunale, consentendogli per cinque anni di scegliere la Giunta e di pilotare il Consiglio a sua discrezione in totale autonomia. È una legge che falsifica i numeri della rappresentanza, svuota di poteri il Consiglio, rende i suoi atti una sterile formalità. Ne deriva un’ovvia conseguenza: per cambiare il domani della nostra Città occorre riuscire ad eleggere già al primo turno un Sindaco “altro”, circondato da donne e uomini competenti, autorevoli, all’altezza del compito che verrà loro assegnato.
 
       La seconda valutazione è più articolata. Cinque anni fa al ballottaggio l’attuale Sindaco ottenne il consenso di 44.845 elettori, cioè meno di un quarto dei 185.312 aventi diritto. Così quel “quarto” divenne il 52,63% dei voti validi. A chi il “merito” del risultato? Ai 45mila che lo votarono o agli 86mila rimasti a casa?
 
Ma soprattutto, perché metà città non va a votare?
 
       Certamente tra le cause principali ci sono la frammentazione e il generale degrado della politica, ridotta a immagine, slogan, promozione mediatica; il confronto elettorale sembra un concorso o un prodotto in vendita, con candidati selezionati sulla base del loro indice di gradimento piuttosto che per meriti e competenze. Per tantissimi questo è solo un disgustoso mercato, che rifiutano, protestando nel solo modo rimasto: disertando il voto, in particolare al ballottaggio. Le convergenze nate al secondo turno sono un tecnicismo che a molti non piace.
 
Ha senso uno “sgomitarsi” che fa vincere l’avversario comune e aumentare l’astensione?
 
       Per questo noi pensiamo sia necessario e ancora possibile fermarsi a riflettere su come procedere in un modo costruttivo per tutta la Città, alla quale ci rivolgiamo: alle tante associazioni, gruppi, movimenti attenti all'ambiente, alla solidarietà sociale, alla democrazia partecipativa; a tutte le formazioni politiche che vogliono proporsi per cambiare il governo di Trieste; ai candidati Sindaco “alternativi”. Chi si riconosce in questa nostra allarmata analisi, lo dica, si manifesti. La Nostra Città è di Noi Cittadini!
 
       C’è bisogno di uno sforzo collettivo di umiltà e determinazione, di dar voce ai propri silenzi disarmati, di aprirsi con ragionevolezza a un modo antico e nuovo di lavorare assieme: “la Politica è l’arte del dialogo e del compromesso”, altrimenti è solo delusione e sconfitta collettiva!
 
       Bisognerà incontrarsi, ascoltarsi, parlarsi, smussare gli spigoli. Incrociare gli sforzi personali col comune impegno per il Bene Collettivo.
 
       Si scoprirà così che “la Città addormentata” attendeva impaziente che si capisse proprio questo per tornare a manifestarsi e a partecipare.
                                                                                                         
 
Il Comune è della Comunità                                                                     
Gli Eletti rispondono agli Elettori
 
La Città è dei Cittadini      

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