Anna Cisint lancia l’allarme: “L’Islam radicale si insinua nelle istituzioni europee”

Un rapporto esplosivo pubblicato in Francia sui Fratelli musulmani ha riacceso l’attenzione a livello europeo sul fenomeno della penetrazione islamista in Europa. A intervenire con toni forti è l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, che parla di una “strategia mirata” volta a minare i valori occidentali attraverso una rete di influenze politiche, fondi comunitari e proselitismo ideologico.
Organizzazioni islamiche come interlocutori della UE
Secondo Cisint, emerge con chiarezza come alcune organizzazioni islamiche siano interlocutrici consolidate di molte istituzioni dell’Unione Europea, coinvolte in incontri e iniziative con l’obiettivo di influenzare le scelte politiche e persino le nomine ai vertici degli enti comunitari.
Il caso del finanziamento da 1,2 milioni di euro concesso nel biennio 2018-2019 alla filiale tedesca dell’organizzazione Islamic Relief Worldwide viene citato come esempio emblematico. Allo stesso modo, le segnalazioni del Ministero dell’Interno francese su alcuni progetti Erasmus finanziati con fondi pubblici, ma giudicati contrari ai valori repubblicani, sono considerate segnali preoccupanti.
Balcani e radicalizzazione: “Rischio concreto di proselitismo islamico”
Cisint sottolinea con forza la situazione nei Balcani, dove i flussi migratori clandestini e le condizioni socio-economiche creano un contesto adatto alla diffusione dell’islamismo radicale. Durante un sopralluogo sul campo, l’europarlamentare ha rilevato la presenza di giovani predicatori islamici impegnati nel proselitismo e ha evidenziato come alcuni fondi europei, compresi quelli destinati all’integrazione e allo sviluppo, possano favorire indirettamente questa espansione.
A preoccupare, secondo Cisint, è anche la possibilità che i fondi Erasmus vengano estesi a istituti coranici presenti nei Paesi candidati dei Balcani, aprendo una nuova via per finanziamenti comunitari a realtà che potrebbero non rispettare i valori fondamentali dell’Unione.
Un appello a Bruxelles: “Bloccare ogni complicità e ogni finanziamento”
Per l’esponente della Lega, la “politica delle porte aperte” e la “pseudo cultura dell’integrazione” hanno favorito un ambiente pericoloso. Da qui l’appello a Bruxelles per interrompere qualsiasi forma di complicità, anche inconsapevole, con chi promuove l’islamizzazione dell’Europa.
Cisint chiede di adottare misure concrete per evitare che movimenti che proclamano il Corano come Costituzione e la Jihad come cammino possano ricevere risorse pubbliche che andrebbero invece indirizzate alla tutela dei principi democratici e della libertà individuale.
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