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Politica

Animalisti, “No ai 400mila euro per il mattatoio di Prosecco: scelta contro il benessere animale”

Luca Marsi·
Animalisti, “No ai 400mila euro per il mattatoio di Prosecco: scelta contro il benessere animale”

Il Partito Animalista Italiano – Friuli Venezia Giulia prende posizione contro la riattivazione dell’impianto di macellazione di Prosecco, già chiuso in passato per fallimento e oggi destinatario di un finanziamento regionale di 400.000 euro assegnato al Comune di Trieste.

A firmare il comunicato è Fabio Rabak, commissario e coordinatore regionale del PAI FVG, che parla di una scelta “non condivisibile” sotto il profilo ambientale, sanitario ed etico.

Le criticità evidenziate dal PAI FVG

Nel comunicato si ricorda che in Friuli Venezia Giulia, ad eccezione dell’impianto di Cordenons, non risultano attualmente strutture operative per la macellazione dei suini. Gli allevatori delle aree triestina e isontina segnalano difficoltà legate al trasporto degli animali fuori regione, un problema che – sottolinea il partito – “merita attenzione”.

Tuttavia, per il PAI FVG la soluzione non può essere “il ritorno a un modello che rafforza una filiera già fortemente criticata sotto il profilo ambientale, sanitario ed etico”.

“Riaprire un mattatoio nel 2026 – si legge – significa destinare risorse pubbliche a un sistema fondato su allevamenti intensivi, trasporto di animali vivi e abbattimento industriale, consolidando una struttura che considera esseri senzienti come mera merce”.

Nel documento viene inoltre evidenziato il tema del benessere animale, con riferimento allo stress da trasporto per centinaia di chilometri e alle condizioni di macellazione, definite “questioni concrete che non possono essere ignorate”.

Dubbi su fondi e gestione

Il Partito Animalista Italiano pone anche interrogativi di natura politica e amministrativa: con quali criteri sono stati stanziati i 400.000 euro? Quale sarà il modello gestionale dell’impianto? È prevista una gestione privata?

“In tal caso – osserva Rabak – è opportuno interrogarsi sull’utilizzo di fondi pubblici per riattivare una struttura produttiva e sui relativi costi nel medio-lungo periodo, valutando con trasparenza eventuali oneri a carico della collettività”.

Cinghiali e gestione faunistica

Nel comunicato si fa riferimento anche all’ipotesi che l’impianto possa contribuire alla gestione della proliferazione dei cinghiali. Secondo il PAI FVG, ridurre una questione complessa di equilibrio faunistico alla sola presenza di un macello rappresenta “una semplificazione che non affronta le cause strutturali del fenomeno”.

La richiesta

Il Partito Animalista Italiano FVG chiede quindi una revisione dell’intervento, proponendo di orientare le risorse verso politiche agricole sostenibili, tutela del territorio e reale benessere animale.

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