Innoway, allarmesindacati: «Ora basta perdere tempo», chiesti ordini per le macchine di saldatura

Ordini per le macchine di saldatura entro questa settimana e convocazione immediata del tavolo ministeriale: sono le richieste avanzate da Fim, Fiom, Uilm e RSU Innoway Trieste, che esprimono un giudizio negativo sull’incontro con la direzione aziendale del 23 ottobre dedicato al piano industriale.
Nel comunicato diffuso il 26 ottobre, le organizzazioni sindacali denunciano ritardi nell’attuazione degli impegni e divergenze tra i soci. Il messaggio è netto: «Il conto del tempo perso non lo possono continuare a pagare i lavoratori».
L’incontro e il nodo degli investimenti
Alla riunione erano presenti l’ingegner Bobbio e il dottor Ortolani, insieme all’ingegner Peter Wannek e al dottor Massimiliano Lelli, collegati da remoto in rappresentanza dei due soci.
Secondo il resoconto sindacale, quello che avrebbe dovuto essere un monitoraggio degli impegni confermati al Mimit nei primi giorni di agosto si è trasformato nella rappresentazione di un ritardo sul progetto industriale.
Le sigle riferiscono di aver ricevuto una prima informazione sui 269 lavoratori già rientrati dalla Cigs, le cui attività formative proseguono regolarmente. Il confronto si sarebbe però irrigidito affrontando il tema della produzione e degli ordini ai fornitori per la linea di saldatura: secondo i sindacati, questi ultimi sarebbero ancora in discussione tra i soci.
«Sono passati due mesi e mezzo»
Fim, Fiom, Uilm e RSU richiamano quanto comunicato durante l’ultimo incontro al Mimit del 5 agosto scorso. In quella sede, sostengono, gli ordini erano stati presentati come già inoltrati, con una questione di giorni ancora da attendere.
«Sono passati due mesi e mezzo nei quali, da quanto abbiamo capito, i due soci hanno continuato a rimpallarsi la responsabilità di scelte che sono strategiche per la prosecuzione del piano industriale», scrivono le organizzazioni sindacali.
Una situazione che, nella loro valutazione, desta preoccupazione anche rispetto alla scadenza dell’ammortizzatore sociale, indicata nel comunicato a luglio 2027.
Le preoccupazioni sulle ruote e sugli assili
Un ulteriore punto riguarda la lavorazione delle ruote e degli assili, considerata dai sindacati un tassello importante per rendere il sito uno snodo di una filiera di produzione di carri ferroviari.
Secondo quanto riportato dalle sigle, non sarebbe più in sviluppo l’ipotesi di una collaborazione con un’importante azienda italiana: si starebbero invece valutando offerte cinesi ritenute più convenienti.
Le organizzazioni contestano questa prospettiva anche alla luce del percorso discusso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle prospettive industriali del sito.
La richiesta di un cambio di passo
«Abbiamo bisogno di un cambio di passo immediato», affermano i sindacati, che collegano le divergenze tra i soci al rischio di conseguenze sul piano industriale e sui lavoratori.
Il comunicato esprime inoltre preoccupazione per le tensioni nei rapporti aziendali, richiamando comportamenti nei confronti dei dipendenti da parte di alcuni componenti della dirigenza.
Ordini entro la settimana e tavolo ministeriale
La richiesta operativa rivolta all’azienda è di procedere entro questa settimana con l’ordine delle macchine di saldatura per i telai dei vagoni. In caso di nuovi rinvii o di mancato riscontro, le sigle annunciano che valuteranno, insieme alla RSU, ulteriori iniziative.
Parallelamente sono già state sollecitate le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm affinché venga convocato immediatamente il tavolo ministeriale.
«Serve fare chiarezza sulla situazione. Bisogna dar gambe al piano industriale affinché venga completato in tempi rapidi», concludono le organizzazioni. «Il tempo passa velocemente e non possiamo più permetterci di fare melina».
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