"Alberi in scatola” a Trieste, Rifondazione contro Giunta: «Propaganda mal riuscita con soldi pubblici»

Duro attacco di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti/e di Trieste contro il progetto dei cosiddetti “alberi in scatola”, installati in città dall’amministrazione comunale. Le due realtà politiche parlano apertamente di «mal riuscita propaganda con soldi pubblici» e contestano sia l’efficacia dell’intervento sia la scelta di destinare risorse a quello che definiscono un «contentino scenografico e costoso».
Nel comunicato, firmato da Giovani Comunisti/e Trieste e PRC-Federazione di Trieste, viene messo sotto accusa il modello di gestione del verde urbano adottato dalla Giunta.
«Un altro fallimento dell’attuale Giunta»
«Mentre le nostre città annegano nella cementificazione e subiscono gli effetti sempre più devastanti della crisi climatica, la Giunta comunale di Trieste regala ai cittadini un’ennesima dimostrazione di come la destra intenda il verde urbano», si legge nella nota.
Secondo Rifondazione e Giovani Comunisti, la comparsa degli alberi collocati nei contenitori rappresenterebbe «un altro fallimento dell’attuale Giunta».
Il progetto, spiegano, sarebbe stato presentato dall’amministrazione come una soluzione utile al contrasto delle isole di calore, ma il risultato sarebbe molto diverso da quello prospettato.
«Cinquantamila euro per un arredo precario»
La critica si concentra anche sul costo dell’intervento.
«Cinquantamila euro di soldi pubblici spesi per un arredo precario, trasformatosi in poche settimane in una triste presa in giro», affermano.
Nella nota vengono descritti «alberi striminziti, molti dei quali rinsecchiti, soffocati in contenitori inadeguati sotto il sole cocente», una situazione che, secondo i firmatari, avrebbe mostrato la debolezza di un progetto realizzato «in fretta e furia solo a scopo di propaganda».
La conclusione su questo punto è netta: «Questa non è politica ambientale».
La richiesta: decementificazione e nuove aree verdi
Per Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti la strada da seguire dovrebbe essere completamente diversa.
Nel documento viene chiesta una rigenerazione urbana basata sulla decementificazione e sulla deasfaltizzazione, accompagnata dalla creazione di nuove aree verdi capaci di garantire ombra e maggiore vivibilità.
Un intervento che, secondo le due realtà politiche, dovrebbe interessare in particolare i quartieri popolari e le piazze maggiormente esposte alle alte temperature.
«Perché si trovano soldi per i cassettoni di legno?»
Il comunicato pone poi una questione politica sulla distribuzione delle risorse pubbliche.
«Non si capisce come, se le risorse per i servizi sociali, la casa, la sanità e i trasporti scarseggiano, si trovano con facilità decine di migliaia di euro per assurdi cassettoni di legno», attaccano PRC e Giovani Comunisti.
Secondo i firmatari, Trieste avrebbe bisogno di «una visione ecologica seria, democratica e duratura», inserita in un progetto complessivo di rigenerazione urbana.
La chiusura è ancora una volta fortemente critica: «Non un assurdo progetto di mal riuscito ambientalismo di facciata pagato dai cittadini».
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