mercoledì 23 settembre 2026
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Politica

Addio ballottaggi al 50%: in FVG si vince col 40% +1. Camber: “Più efficienza e meno costi” (VIDEO)

Luca Marsi·
Addio ballottaggi al 50%: in FVG si vince col 40% +1. Camber: “Più efficienza e meno costi” (VIDEO)

Si è tenuto un nuovo appuntamento con le dirette serali di Trieste Cafe, condotto da Luca Marsi, con ospiti Piero Camber, analista politico, e il giornalista Francesco Viviani, per discutere la svolta elettorale in Friuli Venezia Giulia: l’introduzione del nuovo sistema comunale che prevede l’elezione del sindaco con il 40% +1 dei voti, senza passare dal ballottaggio.

Camber: “È una riforma che semplifica, sarà un test anche a livello nazionale”

“Buonasera Luca, buonasera Francesco” – ha esordito Camber – “Queste elezioni saranno storiche. Per la prima volta non ci sarà ballottaggio sopra il 40% dei voti. Un cambiamento apparentemente piccolo, ma dagli effetti potenzialmente enormi”.

Il nuovo sistema sarà applicato per la prima volta nei comuni di Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo, ed è destinato a far discutere anche a livello nazionale: “Il presidente La Russa ha rilanciato il modello FVG anche a Roma, e si guarda con attenzione a come funzionerà qui”.

“Meno costi e meno caos: se si vince, si vince”

Secondo Camber, i vantaggi sono evidenti: “Niente scuole chiuse per giorni, niente secondo turno, meno costi per i seggi e per le forze dell’ordine. In tanti casi, chi vince al primo turno vinceva anche al secondo. Ora si semplifica.”

Un sistema già sperimentato altrove: “Come in Toscana”

Il modello è già attivo in alcune realtà regionali, come la Toscana, ma con il Friuli Venezia Giulia si apre la strada a una possibile estensione nazionale. E Camber snocciola dati: “A Trieste nel 2021, a Gorizia e Codroipo nel 2022, a Sacile e Udine nel 2018... chi ha vinto al primo turno, ha vinto anche al secondo.”

Cosa succederà nei comuni coinvolti?

A Pordenone, secondo Camber, l’esito sembra scontato: “Ci sono quattro liste. Il centrodestra dovrebbe vincere nettamente. Anche il centrosinistra potrebbe superare il 40%, ma se lo fanno entrambi, vince chi ottiene più voti.”

Anche a Monfalcone si attendono poche sorprese: “Due liste principali: quella del centrodestra, che si rifà all’eurodeputata Cisint, e quella del centrosinistra. Ma la novità assoluta è una lista islamica, dichiaratamente religiosa, che potrebbe scuotere gli equilibri.”

Nei piccoli comuni: “Anche l’ironia trova spazio”

Camber cita anche i piccoli centri coinvolti: “A Nimis c’è una lista che si chiama 'Chei mancul piès', che in friulano significa 'I meno peggio'. Un tocco di autoironia che fa sorridere.”

Mandati dei sindaci: novità anche su questo fronte

La riforma introduce anche un nuovo limite di mandati:

  • Comuni sotto i 1.000 abitanti: mandati illimitati,

  • Comuni tra 1.000 e 15.000 abitanti: massimo tre mandati,

  • Comuni sopra i 15.000 abitanti: resta il limite di due mandati.

Una misura che, secondo Camber, “tiene conto della difficoltà nei piccoli comuni a trovare candidati disposti a impegnarsi per compensi bassi e alti rischi amministrativi”.

Ha sottolineato l’importanza di questo esperimento elettorale a scala regionale, che potrebbe aprire la strada a riforme più ampie: “È un test nazionale. Se funzionerà, potrebbe diventare lo standard per tutta l’Italia.”

Ha inoltre rimarcato l’aspetto politico dietro la scelta: “Questa modifica avvantaggia le coalizioni più strutturate, come quelle di centrodestra. Bisogna capire se a lungo termine sia davvero un bene per la rappresentanza.”

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