mercoledì 22 luglio 2026
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Il Comune informa

Presentata in anteprima la mostra sulle artiste triestine del '900

redazione·
Presentata in anteprima la mostra sulle artiste triestine del '900

Si è svolta questa mattina alla Sala Sbisà del Magazzino 26 in Porto Vecchio – Porto Vivo, l’anteprima alla stampa della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”.

Presenti il presidente del Consiglio comunale di Trieste, Francesco di Paola Panteca, il vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRTrieste, Francesco Peroni, la critica d’arte e curatrice della mostra, Marianna Accerboni.

Il presidente del Consiglio comunale di Trieste, Francesco di Paola Panteca, ha ricordato l’assessore alla Cultura sottolineandone il prezioso contributo alla crescita culturale della città. “Anche se oggi non è più con noi, continueremo a portare avanti le sue idee, i suoi progetti e la sua visione. È questo il modo migliore per onorarne la memoria e dare continuità al lavoro che ha svolto con passione e dedizione per la città.” “Questa iniziativa – ha continuato il presidente del Consiglio comunale, Panteca - vuole valorizzare il ruolo delle donne triestine, da sempre protagoniste di una città aperta, emancipata e all’avanguardia. Trieste è multiculturale e multireligiosa, capace di far convivere identità, tradizioni e sensibilità diverse.” “Le donne cui oggi rendiamo omaggio hanno lasciato alla città un patrimonio umano, culturale e civile di straordinario valore. Il nostro impegno è quello di renderlo sempre più visibile e conosciuto. Per troppo tempo Trieste ha raccontato poco le proprie eccellenze. Oggi, invece, la città sta crescendo, sta acquisendo sempre maggiore visibilità e sta imparando a valorizzare e promuovere il proprio straordinario patrimonio storico, culturale e umano.”

La mostra è un progetto espositivo multimediale di arte visiva, fashion e musica che, attraverso la vita e le opere di Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina, emblematiche artiste triestine di livello internazionale, intende testimoniare l’elevato e particolare milieu artistico culturale che ha caratterizzato il Novecento a Trieste - città che nel corso del tempo aveva assunto una straordinaria connotazione internazionale - e la valenza creativa e innovativa dell’elemento femminile sviluppatasi in tale contesto.

Cinque protagoniste, cinque personalità straordinarie che, partendo da Trieste, hanno contribuito a rinnovare l’arte, il design, la moda, il teatro e l’editoria del Novecento, conquistando un posto di rilievo nella cultura italiana ed europea.

È questo il cuore de L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo, la grande mostra ideata, curata e progettata da Marianna Accerboni, promossa dall’Associazione Foemina APS in collaborazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, in programma dal 23 luglio al 27 settembre 2026 al Magazzino 26 – Sala Carlo Sbisà del Porto Vecchio di Trieste.

Con oltre 220 opere – tra dipinti, disegni, bozzetti teatrali e di moda, ceramiche, fotografie, lettere, documenti, libri, abiti, gioielli, accessori, profumi e materiali d’archivio – la mostra racconta il percorso artistico e umano di Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina.

La mostra, dopo essere stata ospitata nel 2024 all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, ripropone il progetto articolato in cinque percorsi monografici, vere e proprie “mostre nella mostra”, che accompagnano il visitatore alla scoperta dell’universo creativo di ciascuna artista attraverso opere, fotografie, lettere, documenti, video e materiali d’epoca. L’esposizione proseguirà con nuove tappe internazionali, tra cui Parigi e Berlino. Accanto ai capolavori più noti, il pubblico potrà scoprire numerose opere inedite o raramente esposte, molte delle quali presentate per la prima volta a Trieste, tra cui il prezioso carteggio tra Leonor Fini e l’amico triestino Giorgio Cociani, fotografie e documenti d’archivio, insieme a materiali che restituiscono aspetti poco conosciuti della vita e della ricerca delle cinque protagoniste.

Più che una semplice cornice, Trieste è il filo conduttore dell’intero progetto. Città mitteleuropea, porto dell’Impero asburgico e crocevia di culture, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento rappresentò uno dei più vivaci laboratori della modernità europea. Un ambiente aperto al confronto internazionale, capace di accogliere e rielaborare i fermenti provenienti da Vienna, Monaco, Berlino e Parigi, dove arte, letteratura, architettura e musica dialogavano in modo naturale. È in questo contesto che maturò il talento delle cinque artiste, accomunate dalla capacità di superare i confini disciplinari e di costruire linguaggi originali, profondamente moderni. Infatti, molto prima che si parlasse di interdisciplinarità, queste artiste intrecciavano pittura, design, moda, teatro, editoria e arti applicate, anticipando temi e sensibilità che ancora oggi dialogano con la contemporaneità.

Il progetto espositivo è arricchito da video inediti che trasformano la visita in un’esperienza immersiva tra memoria, arte e storia. Tra queste opere in particolare vi è quella realizzata da Marianna Accerboni, che restituisce ricordi, racconti e testimonianze di chi ha conosciuto personalmente Leonor Fini.

Ad accompagnare il visitatore in mostra in filodiffusione sarà il flauto del Maestro Roberto Fabbriciani, tra i maggiori interpreti della musica contemporanea. In occasione dell’inaugurazione, inoltre, il celebre flautista eseguirà un intervento musicale live ispirato alle artiste, mentre per il finissage si chiuderà con la musica di Paolo Cervi Kervischer (sax) e Daniele Mastronuzzi (live electronics).

L’esposizione sarà accompagnata da incontri, visite guidate, presentazioni editoriali e momenti di approfondimento dedicati alle artiste, coinvolgendo studiosi, scrittori, familiari e protagonisti della cultura italiana ed europea.

Le opere esposte provengono dal Civico Museo Revoltella di Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, Biblioteca Civica A. Hortis (Fondo Anita Pittoni) di Trieste, Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, La Wolfsoniana - Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova e da vari collezionisti privati soprattutto triestini, tra cui Maurizio Zanei, importante collezionista e detentore, tra l’altro, della più ampia collezione esistente del pittore Zoran Music. Le opere di Miela Reina, di Maria Lupieri e di Maria Melan sono state scelte di concerto con le rispettive famiglie che le hanno ereditate, tra le più significative prodotte dalle artiste al fine di offrire un quadro sintetico ma esaustivo della loro creatività.

Le artiste

La mostra accompagna il visitatore in un percorso che restituisce la straordinaria ricchezza e varietà della ricerca di ciascuna protagonista, mettendo in luce linguaggi, sensibilità e percorsi creativi profondamente diversi, ma accomunati da una costante tensione verso l’innovazione.

Leonor Fini (Buenos Aires 1907 – Parigi 1996), pittrice, costumista, scenografa, illustratrice, disegnatrice e scrittrice triestina. Voce solista del Surrealismo francese e internazionale, che seppe originalmente modulare attraverso varie tematiche, si formò nel contesto dell’eccezionale milieu multietnico e multiculturale della Trieste del primo ‘900, a stretto contatto con personalità quali Umberto Saba, Italo Svevo, Bobi Bazlen, Gillo Dorfles, Leo Castelli, Arturo Nathan, e a Milano, dove assimilò l’influenza novecentista a contatto con il classicismo di Achille Funi e il tonalismo di Carlo Carrà e Arturo Tosi. Linguaggio che abbandonò per il Surrealismo, quando nel 1931 si trasferì a Parigi, dove intraprese, da autentica self made woman, una brillante carriera artistica internazionale, che la portò a esporre in sedi di grande prestigio quali, tra le altre, la Julien Levi Gallery, il MoMA di New York e diverse Biennali veneziane. Autodidatta, indipendente, molto colta, originale, misteriosa, poliedrica ed esoterica, fu autrice fin da giovanissima di ritratti d’eccezione. Condusse per decenni un ménage à trois con l’importante intellettuale polacco Costantin Jelenski e con il pittore ed ex diplomatico Stanislao Lepri, accanto ai quali è sepolta nel piccolo cimitero di Saint-Dyé-sur-Loire.

Maria Lupieri (Trieste 1901 – Roma 1961), pittrice e scenografa triestina. Formatasi nell’elevato milieu artistico culturale della Trieste del primo ‘900, fu in contatto con Gabriele D’Annunzio e amica, tra gli altri, fin da giovanissima di Eugenio Montale, Carlo Levi, Umberto Saba e la figlia Linuccia, Arturo Nathan, Leonor Fini, Anita Pittoni, Virgilio Giotti, Gillo Dorfles e poi di Maria Pospisilova, pittrice surrealista cecoslovacca, rivelatasi molto importante per la sua formazione. Già nel 1927 fu scenografa al Teatro alla Scala di Milano. Influenzata dalle avanguardie coeve, si avvicinò al Futurismo e, a partire dal 1930, espose in molte mostre di rilievo, tra cui le Triennali milanesi, le Quadriennali di Roma e la Biennale di Venezia. Infaticabile sperimentatrice, dagli interessi esoterici, colse gli afflati del suo tempo, tra cui il Surrealismo e la pittura organica, capace di transitare da un’intensa rappresentazione narrativa (nature morte di fiori, intensi paesaggi e ritratti), condotta sul filo dell’Espressionismo figurativo, a esiti astratti e informali, esplicitati attraverso una forte sensibilità per la luce e il colore.

Maria Melan (Gorizia 1923 – Bruxelles 2023), architetto, pittrice, illustratrice, grafica pubblicitaria, docente e atelierista triestina. Di antica e nobile famiglia triestina, temperamento riservato, visse nel capoluogo giuliano fin dall’infanzia, trasferendosi quindi a Bruxelles. Laureata in Architettura a Venezia, fu per anni collaboratrice del grande architetto Carlo Scarpa. Vicina alla poetica di Bruno Munari e Riccardo Dalisi, fu cofondatrice del Gruppo Immagine e del MiniMu - Museo dei Bambini di Trieste. I suoi lavori testimoniano una grande freschezza d’inventiva, un modo armonico ed equilibrato di tener conto del pensiero delle avanguardie del Novecento senza tuttavia citarle, ma redigendo un proprio alfabeto di accostamenti raffinati e un po’ giocosi che alludono alla memoria futurista e costruttivista. Ha operato ed esposto ripetutamente in sedi e spazi urbani di prestigio in Toscana, a Trieste e a Bruxelles.

Anita Pittoni (Trieste 1901 – 1982), stilista, costumista teatrale, pittrice, poetessa, scrittrice ed editrice triestina. Animo indipendente e combattivo, temperamento irrequieto non facile, artista poliedrica, fondò a Trieste, con una filiale a Milano nell’atelier dell’architetto Agnoldomenico Pica, il suo Studio d’Arte decorativa, importante casa di alta moda femminile e maschile e di arredi tessili d’avanguardia, che faceva uso di tessuti innovativi quali per esempio il filo di ginestra e creava modelli antesignani per tipologia ed essenzialità. Come costumista teatrale lavorò, tra gli altri, per il regista Anton Giulio Bragaglia e, apprezzata da Gio Ponti, scrisse su Domus. Espose, tra l’altro, a Parigi, Berlino, Buenos Aires e New York, Medaglia d’oro nel 1936 alla Triennale di Milano, e nel ‘37 Gran Prix all’Esposizione universale di Parigi. Dopo il secondo conflitto mondiale, chiuse l’atelier e fondò, con il sostegno di scrittori e poeti quali Umberto Saba, Giani Stuparich, Virgilio Giotti, Pier Antonio Quarantotti Gambini e Luciano Budigna, la Casa editrice Lo Zibaldone e un importante salotto letterario.

Miela Reina (Trieste 1935 – Udine 1972), pittrice, grafica, fumettista, scenografa e scultrice triestina. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, grande viaggiatrice, fu molto apprezzata da Gillo Dorfles e una delle personalità più importanti e significative dell’arte triestina del secondo Novecento. Artista originale e fantastica, capace di divertire, far riflettere e sognare attraverso invenzioni antesignane e ludiche, connotate dalla freschezza dell’intuizione e da una genialità lieve e profonda, rimase molto legata alla Sicilia, regione d’origine del padre, da cui aveva tratto, nella sua prima fase creativa, ispirazione, dipingendo, nell’ambito dell’espressionismo figurativo, personaggi e ambientazioni emblematici e, più avanti, magma materici che tendevano a sganciarsi dalla figurazione. Per poi passare a un’inclinazione più visionaria, che dal ‘67 si trasformò in un segno netto. Ideò anche originali storie a fumetti e ardite, poetiche sperimentazioni per il teatro, per la scuola e l’happening, decorazioni di edifici pubblici e motonavi. Punta di diamante, coraggiosa e sorprendente, dell’avanguardia triestina, attenta anche ai venti culturali dell’Est, partecipò per esempio più volte alla Biennale Musica di Zagabria: qui creò insieme al musicista Carlo de Incontrera una serie di lavori teatrali, dove, nel momento stesso dell’accadimento musicale, inventava in diretta sul palcoscenico fatti visivi particolarmente affascinanti. Al suo raffinato eclettismo e alla sua arte indipendente Trieste ha dedicato un teatro d’avanguardia che porta il suo nome e una scuola.

Programma degli eventi collaterali

Sabato 1° agosto, ore 18.30 Incontro _ Leonor segreta Intervengono: Lilly Frausin e Annamaria Sadar Frausin con Marianna Accerboni Le cugine ancora in vita di Leonor Fini racconteranno in modo inedito l’artista

Sabato 8 agosto, ore 18.30 Presentazione editoriale Omaggio alla Sicilia e a Miela Reina Interviene Francesco de Filippo Presentazione del libro “Andrea Camilleri. Di pianeti e di uomini. In dialogo con Francesco de Filippo” di Andrea Camilleri (Castelvecchi, 2025).

Venerdì 21 agosto, ore 18.30 Incontro L’importanza dell’arte femminile d’avanguardia Interviene Paolo Cervi Kervischer

Venerdì 28 agosto, ore 18.30 Incontro Maria Lupieri. Un ricordo inedito Intervengono le nipoti Fulvia e Sergio Lupieri

Venerdì 4 settembre, ore 18.30 Presentazione editoriale Leonor Fini. Memorie triestine Interviene Marianna Accerboni Presentazione del catalogo Leonor Fini. Memorie triestine di Marianna Accerboni (ed. Istituto Italiano di Cultura di Parigi) e dei profumi Lolò e Kot, creati dalla stessa per interpretare la duplice e complessa personalità della Fini. Performance olfattiva, nell’ambito della quale la sala verrà profumata con tali essenze, coinvolgendo il pubblico in una speciale esperienza sensoriale.

Venerdì 11 settembre, ore 18.30 Incontro Miela Reina. Un ricordo inedito Intervengono le nipoti Laura e Lucia Budini

Venerdì 18 settembre, ore 18.30 Proiezione video di Leonor Fini e Costantin Jelenski Intervengono _ Marianna Accerboni e Piotr Bilos Proiezione del video inedito sulla conferenza di approfondimento tenuta all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi da Accerboni e da Piotr Bilos, docente di letteratura polacca all’Istituto nazionale di lingue e civiltà orientali di Parigi (Sorbonne Paris Cité), sull’intenso rapporto tra la Fini e Costantin Jelenski, importante intellettuale polacco e suo compagno per molti anni, cui è dedicato uno dei due profumi, intitolato Kot (in polacco gatto), come Leonor, appassionata dei felini, lo chiamava.

Domenica 27 settembre, ore 18.30 Finissage – Bruxelles e Trieste Incontro e performance con Diego Marani e Paolo Cervi Kervischer Diego Marani, scrittore e glottoteta di fama internazionale, già consigliere del Ministro della Cultura durante la Presidenza italiana del Consiglio dell’UE e già direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Innamorato di Trieste, cui ha dedicato, tra gli altri, il libro La città celeste (La nave di Teseo), parlerà sul tema Bruxelles – Trieste, due città laboratorio dell’avanguardia. A seguire: commento sonoro alle opere a cura e con l’artista e musicista Paolo Cervi Kervischer (sax) e con Daniele Mastronuzzi (live electronics).

A conclusione di ogni appuntamento, visita guidata alla mostra e brindisi con i vini pregiati dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina, Trieste).

Durante la mostra saranno organizzati visite guidate tenute dalla curatrice e workshop per adulti e bambini, tenuti da vari artisti e ispirati alle pittrici triestine cui è dedicata la mostra. Sarà inoltre istituito un premio di pittura in tema per adulti e bambini (info e prenotazioni: 335 6750946).

Informazioni per il pubblico Titolo mostra: “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo” A cura di: Marianna Accerboni Promossa da: Associazione Foemina APS di Trieste Realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste Media partner: Il Piccolo, quotidiano di Trieste / Gruppo editoriale Nem Con il sostegno di: Fondazione CRTrieste, Le Fondazioni Casali ETS, Ciaccio Arte / Big Broker Insurance Group (Milano), Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina, Trieste), Videoest Trieste, Gruppo Ermada Trieste, Finzi Carta Trieste Dove: Magazzino 26 del Polo museale del Porto Vecchio di Trieste Come arrivare: autobus linea 19, fermata Porto Vivo Porto Vecchio - Generali Convention Center Quando: dal 24 luglio al 27 settembre 2026 Orario: giovedì dalle 16:00 alle 20:00 / venerdì sabato domenica (e festivi) dalle 11:00 alle 20:00 Biglietti: € 5,00

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