“La via per crescere giocando”, presentato il libro nato dall'esperienza nei ricreatori comunali triestini
E’ stato presentato oggi (lunedì 7 novembre) presso il Ricreatorio comunale “Giglio Padovan” di via Settefontane 43 a Trieste, il libro “La via per crescere giocando” edito da Comunicarte. Alla conferenza stampa, introdotta dall’Assessore comunale alle politiche dell’Educazione e della Famiglia, Nicole Matteoni, erano presenti il Coordinatore Pedagogico e Responsabile di Struttura del Coordinamento Pedagogico-Organizzativo Gestionale del Comune di Trieste, Antonella Brecel, il delegato CONI di Trieste, Ernesto Mari e Massimiliano Schiozzi di Comunicarte, che ne ha curato il progetto grafico.
Si tratta di una pubblicazione nata sulla scia dell’esperienza realizzata nei Ricreatori comunali attraverso la partecipazione al bando nazionale “Educare” per progetti di educazione non formale e informale e di attività ludiche per l’empowerment dell’infanzia e dell’adolescenza, sostenuto dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto – è stato riferito nel corso della conferenza stampa - ha previsto la creazione, attraverso la triangolazione gioco-sport-territorio, di concrete occasioni per la promozione del benessere fisico e psicologico dei bambini e dei ragazzi che frequentano i Ricreatori comunali, attraverso il “giocare a fare sport” che da sempre caratterizza le loro attività.
“La Via per crescere giocando” nasce quindi con l’obiettivo di favorire occasioni di giochi all’aperto attraverso il ritorno ai giochi tradizionali da campo e la promozione dell’arrampicata sportiva, attività radicata sul territorio, come elemento di continuità tra il benessere psicofisico dei bambini e dei ragazzi che si realizza nei Ricreatori e quello che viene promosso tradizionalmente sul territorio cittadino.
Un’esperienza concreta che risponde al periodo di chiusura forzata, valorizzando il gioco fisico “in presenza” e rafforzando il nesso tra attività ludica e stili di vita sani.
Il libro, corredato da splendide fotografie che mettono a confronto i ricreatori di oggi e di ieri in un gioco di bianco e nero e colore, si apre con un’introduzione descrittiva dei Ricreatori comunali, per poi entrare nel vivo del progetto e presentare, dettagliati in schede descrittive, alcuni dei principali giochi della tradizione: si va da nascondino a porton, da bandierina alle biglie, con una conclusione tutta dedicata a conte, filastrocche, scioglilingua, indovinelli e rime.
Ogni scheda racconta le origini del gioco, la sua descrizione e le sue varianti insieme a una nota pedagogica con la descrizione delle competenze che il gioco può sviluppare. E nel capitolo “noi lo vediamo così” la parola viene affidata agli educatori, che raccontano l’esperienza diretta raccolta durante la messa in pratica dei giochi.
Rifocalizzarsi sul gioco e sulle sue implicazioni è stata l’occasione per ridefinirne la valenza che continua ad avere sia per ogni singolo bambino frequentante i Ricreatori che per l’intera comunità cittadina.
In Ricreatorio tutti possono giocare. I giochi tradizionali, in particolare facilitano l’incontro e l'inclusione e il lavoro educativo, quotidianamente svolto, contribuisce alla crescita di futuri adulti e cittadini, rendendo i ragazzi portatori di valori e benessere nel mondo che andranno a costruire.
All’interno della pubblicazione si trova anche il racconto dell’esperienza sportiva dell’attività di arrampicata, che si è svolta avvalendosi della collaborazione del CONI Comitato Regionale Friuli Venezia Giulia che, rivolgendosi alle realtà sportive presenti sul territorio, ha garantito la presenza di un team di istruttori federali che hanno guidato e supervisionato l’attività dei ragazzi, le strutture e le attrezzature.
Tra giugno e la prima settimana di ottobre 2021, due pareti attrezzate e mobili sono state installate a rotazione sugli spazi esterni di quattro ricreatori (Brunner, Lucchini, Padovan e De Amicis), dove, alternativamente, grazie a un servizio di trasporti dedicato, i bambini di tutti i Ricreatori hanno potuto sperimentare un assaggio dell’attività.
“È da più di cent’anni che nei Ricreatori si gioca e intendiamo farlo ancora a lungo e seriamente” si legge nell’introduzione al volume: la forza sta nel mantenere la centralità del bambino nelle progettazioni e nelle programmazioni e fortunatamente i bambini riempiono di contenuti e sostanza la forma. Così si riesce a mantenere vivo il senso originario intuito da Nicolò Cobolli ai primi del Novecento, riuscendo a rimodellarlo sulle condizioni attuali dell’infanzia e dell’adolescenza.
“Questa pubblicazione - ha riassunto il Coordinatore Pedagogico Antonella Brecel – racchiude l’anima, la storia e il futuro del servizio dei Ricreatori comunali in questa città e vede la presenza di tutte le Coordinatrici Pedagogiche delle 13 strutture e contiene i nomi di tutti i quasi 150 educatori che hanno contribuito alla nascita di questo volume. Riteniamo che l’esperienza dei Ricreatori comunali di Trieste sia esportabile e per questo abbiamo realizzato delle schede pensate per chi volesse riprodurre questi giochi anche in ambienti diversi”.
“Dal punto di vista pedagogico, infatti, questi giochi continuano ad avere una forza formativa che è senza tempo. Confidiamo che quello che presentiamo oggi possa essere un manuale per gli addetti ai lavori da cui attingere per garantire ai bambini e ai ragazzi non solo di questa città il diritto al gioco, perché la pedagogia si fonda sulla potenza formatrice del gioco: giocare per i bambini significa sperimentare, apprendere e crescere. Questo fanno i Ricreatori da oltre cent’anni e continueranno a farlo per sempre”.
"Con questa pubblicazione – ha commentato l’Assessore alle politiche dell’Educazione e della Famiglia, Nicole Matteoni - rimarchiamo l'attenzione particolare che il Comune di Trieste rivolge a questo servizio educativo che ha legato generazioni di triestini: sono previsti in questo senso futuri e costanti investimenti, sia sulla progettualità che sull’edilizia, che verranno attuati in stretto coordinamento con l’Assessore alle Politiche del Patrimonio Immobiliare, Elisa Lodi”.
“I nostri ricreatori, unici in Italia, sono luoghi di crescita e di condivisione di esperienze che vanno valorizzate e soprattutto tramandate. Questo lavoro di ricerca va in questo senso e confido – ha concluso l’Assessore Matteoni - che possa essere utile spunto per le realtà educative di tutti i Comuni d'Italia”.
La pubblicazione, che sarà condivisa e resa accessibile a tutti coloro i quali si occupano di servizi educativi anche di altri Comuni italiani, sarà consultabile presso le biblioteche comunali con l’obiettivo, in un prossimo futuro, di diffonderla anche attraverso ulteriori canali.
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