La digitalizzazione al Museo del Mare tra accessibilità, inclusione e conoscenza

Questa mattina presso la sezione Lloyd del Museo del Mare di Trieste (Porto Vecchio-Porto Vivo, Magazzino 26, piano rialzato) sono stati presentati i risultati del progetto “Digitalizzazione e innovazione della sezione Lloyd del Museo del Mare di Trieste”, sovvenzionato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con bando “PR FESR 2021– 2027_Procedura 69 Tipologia di intervento a2.2.1 – Interventi a favore degli operatori culturali volti a promuovere l’uso di soluzioni ICT e realtà aumentata”. Il finanziamento concesso dall'ente regionale al Museo del Mare è pari a €99.918,00, di cui il 40% proviene da fondi UE. Un riconoscimento importante considerando che il massimo sostegno erogabile era pari a euro 100.000,00.- Ne hanno parlato durante la conferenza stampa la responsabile dei musei scientifici del Comune di Trieste, Patrizia Fasolato, i conservatori Silvia Pinna, Anna Longo, Andrea Bonifacio e il presidente di Hibou, Pietro Taraborrelli. La responsabile dei musei scientifici del Comune di Trieste, Patrizia Fasolato, ha sottolineato come “l'asse portante delle progettualità digitali è quello di ribadire i principi di inclusività, accessibilità e conoscenza. Tutti gli strumenti messi a disposizione sono pensati per consentire a un pubblico eterogeneo, per età, provenienza e interessi, di accedere e apprezzare i contenuti del museo.”
“Il sistema adottato garantisce spiegazioni comprensibili a tutti i livelli di approfondimento: chi desidera una visita più immediata può fruire di contenuti semplici e chi, invece, vuole approfondire può farlo attraverso gli strumenti digitali. Inoltre, i contenuti sono accessibili in più lingue, oltre all'italiano, anche in inglese e sloveno, per favorire una fruizione ancora più ampia.” “Le soluzioni digitali sono state progettate per essere costantemente implementabili. Questo significa che, nel tempo, potranno essere arricchite con nuove informazioni, nuovi materiali e nuovi percorsi di visita, offrendo ai visitatori la possibilità di costruire un'esperienza personalizzata, scegliendo tempi e modalità di esplorazione in base ai propri interessi.” “La digitalizzazione ha inoltre consentito di valorizzare importanti fondi archivistici del museo, rendendoli accessibili non solo durante la visita in presenza, ma anche online. In questo modo il patrimonio del museo può raggiungere un pubblico più vasto e continuare a essere consultato anche a distanza.”
“Si tratta – ha concluso la Fasolato - di un progetto concepito come un processo continuo, aperto a futuri sviluppi e all'eventuale partecipazione di altri soggetti del territorio. L'obiettivo è preservare la memoria, arricchirla nel tempo e renderla sempre più fruibile e condivisa dalla comunità.” Il presidente di Hibou, Pietro Taraborrelli, dopo aver ringraziato il Comune di Trieste per il lavoro svolto nel corso dei mesi, definendolo “un percorso molto interessante”, ha sottolineato come sia stato un piacere collaborare con una Pubblica Amministrazione attenta alla propria missione e fortemente impegnata nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Ha quindi evidenziato il valore della coprogettazione degli strumenti, spiegando che il lavoro svolto è stato quello di tradurre, attraverso una pluralità di soluzioni digitali e comunicative, le esigenze e gli obiettivi indicati dal Comune di Trieste, con l'intento di rendere i contenuti accessibili, efficaci e fruibili da un pubblico il più ampio possibile.
Il Museo del Mare di Trieste prosegue il proprio percorso di innovazione con una nuova fase di sviluppo digitale. L'intervento rappresenta la naturale evoluzione del primo progetto di digitalizzazione del Museo, completato nel 2025, che ha segnato l'ingresso dell'istituzione nell'era digitale attraverso l'adozione, in modo sistematico e pienamente integrato nel percorso espositivo, di innovative soluzioni tecnologiche capaci di ampliare le possibilità di conoscenza, interpretazione e fruizione delle collezioni. Il progetto di digitalizzazione si è integrato con il nuovo allestimento della sezione Lloyd, inaugurata il 30 ottobre 2025, a sua volta finanziato da contributo regionale, e ha permesso di migliorare l'esperienza di visita grazie alla possibilità di fruire dei contenuti in modo più accessibile.
Il progetto associa hardware e software di ultima generazione in un percorso pensato per rendere la visita più coinvolgente e intuitiva, offrendo al pubblico nuove e più articolate chiavi di lettura della storia della compagnia di navigazione del Lloyd e delle sue collezioni. La tecnologia diventa così uno strumento capace di ampliare l'esperienza museale, senza sostituirsi agli oggetti esposti, ma accompagnando il visitatore con approfondimenti, ricostruzioni e contenuti multimediali, permettendogli anche di costruire percorsi tematici personalizzati e di fruire dei contenuti nel rispetto dei tempi di visita a lui più congeniali.
Il progetto si distingue per l'innovazione anche sotto il profilo dell'interoperabilità. Grazie alla digitalizzazione di documenti storici, mappe e disegni tecnici, il Museo del Mare si inserisce in una rete più ampia di istituzioni culturali, favorendo la condivisione di risorse con archivi pubblici e musei internazionali. L’utilizzo di uno scanner avanzato per acquisire materiali di grande formato garantisce una conservazione digitale ottimale e una gestione dei contenuti flessibile, permettendo aggiornamenti continui in linea con le esigenze del percorso museale e dell’archivio. L'intervento si sviluppa attraverso una serie di installazioni digitali distribuite lungo il percorso espositivo. Schermi interattivi guidano il pubblico nella scoperta della storia del Lloyd, intrecciando documenti d'archivio, fotografie storiche, immagini e materiali audiovisivi in un racconto dinamico e sempre aggiornabile.
Già all’ingresso dell’esposizione un monitor informa i visitatori su orari e iniziative in corso. Certamente tra gli elementi più innovativi figurano le nuove didascalie digitali, progettate per migliorare sia la gestione dei contenuti sia la qualità della visita. I visitatori possono personalizzare la consultazione scegliendo la lingua, il livello di approfondimento, ingrandendo i caratteri o modificando il contrasto per facilitare la lettura. Il personale scientifico del museo è inoltre in grado di aggiornare e ampliare in autonomia e i tempo reale testi e informazioni. Il percorso si arricchisce anche di due installazioni in realtà aumentata che permettono di entrare virtualmente negli ambienti di due navi simbolo del Lloyd: il salone principale del piroscafo Helouan e quello della motonave Victoria.
Le ricostruzioni consentono di confrontare gli spazi e gli arredi di due epoche diverse, mostrando l'evoluzione del design navale tra il 1912 e il 1930 e restituendo al pubblico ambienti oggi non più esistenti. Un monitor interattivo permette di esplorare l'evoluzione delle rotte della flotta del Lloyd, dalla fondazione della compagnia fino ai primi anni della containerizzazione, offrendo una lettura d'insieme dello sviluppo dei traffici marittimi e del ruolo strategico di Trieste. Nella sala video sono a disposizione del pubblico diversi filmati di approfondimenti che possono essere selezionati in base ai propri interessi e curiosità tramite un tablet di controllo. Fra i video attualmente a disposizione sono presenti carrellate di immagini storiche, un video di promozione della compagnia e anche degli estratti di due filmati prodotti dall’Associazione Culturale TriesteBookFest dal titolo “Viaggi sfortunati. Trieste, la vela e i pericoli del mare (XVIII sec.)" e “Viaggi tra i mari e i continenti. Trieste e la rivoluzione del vapore. (XIX sec.)".
Il progetto dedica particolare attenzione anche alle nuove generazioni. Un gioco interattivo invita bambini e ragazzi (e non solo!) a sperimentare gli strumenti della navigazione, scoprendone il funzionamento e l'evoluzione dalla fine dell'Ottocento alla metà del Novecento attraverso la simulazione delle modalità di navigazione con un approccio partecipativo e coinvolgente. Il medesimo device permette anche di accedere a degli approfondimenti sulla storia della Compagnia ed è poi messo a disposizione delle presentazioni che possono aver luogo nella sala didattica della sezione. L'esperienza di visita si completa con una serie di riproduzioni realizzate mediante stampa 3D, pensate per favorire un'interazione multisensoriale con il patrimonio esposto e ampliare le possibilità di fruizione, contribuendo a rendere il museo sempre più inclusivo.
Accessibilità e inclusione costituiscono uno dei pilastri dell'intervento. Tutti gli strumenti sono stati progettati secondo criteri di usabilità universale per consentire la fruizione anche a visitatori con esigenze specifiche e a un pubblico internazionale. I contenuti sono già disponibili in italiano, inglese e sloveno. Con questo intervento il Museo del Mare di Trieste conferma la propria vocazione a essere un luogo dove ricerca, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio dialogano per offrire un'esperienza culturale contemporanea, inclusiva e capace di coinvolgere pubblici sempre più ampi. I risultati attesi includono accanto al raggiungimento di diversi target di pubblico, anche una maggiore soddisfazione a fronte delle molteplici richieste e dei bisogni specifici dei diversi visitatori.
I contenuti della sezione si sono avvantaggiati anche della collaborazione con l’Associazione Marinara Aldebaran, con cui il Museo ha una convenzione in essere, che ha permesso di arricchire i contenuti educativi e di realizzare eventi tematici contribuendo a garantire una solida connessione con la tradizione marinara di Trieste.
Nell'ambito dell'attuazione del progetto tutte le attività sono state realizzate nel pieno rispetto del principio europeo DNSH (Do No Significant Harm – "non arrecare un danno significativo" all'ambiente), come previsto dal bando. L'installazione della nuova infrastruttura Wi-Fi e l'acquisizione delle relative apparecchiature ICT sono state effettuate privilegiando soluzioni tecnologiche conformi ai più aggiornati requisiti di efficienza energetica, sicurezza e sostenibilità ambientale. Il progetto è stato realizzato assieme a Hibou, società cooperativa specializzata nell'applicazione delle nuove tecnologie ai beni culturali, e, per quanto riguarda l'installazione di sistema Wi-Fi, con l'intervento di IS Copy S.r.l. SB.
Il Museo del Mare
Nato nel 1904 come Museo della Pesca diviene poi Esposizione Marittima Permanente e acquisisce alle sue collezione alcuni degli strumenti di navigazione e dei beni appartenuti all’Accademia di Commercio e Nautica. Successivamente l’esposizione prende il nome di Museo del Mare e continua a raccogliere plastici, modelli di macchine navali, di piroscafi, di fari, segnali marittimi,raccolte fotografiche, stampe e carte nautiche da diversi enti del settore marittimo. Nel 1972 viene inaugurato il nuovo allestimento nell’edificio che era stato Arsenale di Artiglieria e, ancora prima, Lazzaretto, nella zona denominata Campo Marzio. Nella nuova sede del Magazzino 26 la storica funzione di stoccaggio viene recuperata e reinterpretata in modo funzionale alla necessità di accogliere i depositi museali, di garantire la pubblica fruizione e di disporre degli elementi che configurano il Museo come luogo di conservazione e studio dove trovano posto anche il laboratorio e la biblioteca specialistica Mario Marzari. Risalgono infine al 2012 gli atti con cui Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste stabilivano il trasferimento al Civico Museo del Mare dei beni della Collezione del Lloyd visitabile al piano rialzato del Magazzino 26. Il museo e la sua sezione Lloyd sono accessibili tramite elevatore ed ascensore. Apertura dal mercoledì alle domenica dalle 10.00 alle 18.00, fino all'11 ottobre 2026; dal 14 ottobre al 31 dicembre 2026 dalle 10.00 alle 17.00.
Il museo e la sua sezione Lloyd sono ad ingresso gratuito.
COMTS-LR
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