sabato 31 ottobre 2026
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Adriatico, allarme di Anna Cisint: “Noce di mare peggio del granchio blu, pesca in ginocchio”

Luca Marsi·
Adriatico, allarme di Anna Cisint: “Noce di mare peggio del granchio blu, pesca in ginocchio”

Si accende il confronto sul futuro della pesca nell’alto Adriatico, dove una nuova criticità viene indicata come particolarmente grave. A intervenire è l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, che parla di una situazione definita allarmante legata alla diffusione della cosiddetta “Noce di mare”, descritta come specie aliena invasiva simile a una medusa.

Secondo quanto dichiarato, l’organismo si nutrirebbe non solo di plancton ma anche dello stadio larvale di pesci, molluschi e crostacei, con conseguenze dirette sugli equilibri marini e sulle attività legate alla pesca.

“Una calamità peggiore del granchio blu”

“Una nuova calamità, peggiore del granchio blu, sta mettendo in ginocchio la pesca italiana”, afferma Cisint. L’attenzione è rivolta in particolare all’alto Adriatico, dove, secondo quanto riportato, il comparto della pesca alle vongole avrebbe registrato negli ultimi mesi un calo significativo.

Viene indicato un passaggio del fatturato da 120 a 13 milioni, con la cessazione di 700 partite Iva nel settore, dati che, secondo l’europarlamentare, descrivono una crisi profonda per le imprese coinvolte.

La richiesta di intervento alla Commissione europea

Alla luce della situazione illustrata, Cisint riferisce di aver chiesto alla Commissione europea azioni urgenti, sollecitando l’adozione di misure di compensazione dedicate al comparto. L’obiettivo dichiarato è quello di sostenere un settore che, secondo quanto espresso, starebbe subendo un impatto rilevante a causa della presenza della specie invasiva.

Il tema si inserisce nel più ampio quadro delle problematiche ambientali che negli ultimi anni hanno interessato l’Adriatico, con ricadute dirette sulle attività economiche legate al mare.

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