Trieste, capitale dell’Operetta: su TV2000 un omaggio al Festival e alla città che ne ha fatto la storia

Un palcoscenico d’eccellenza, una città che da oltre un secolo vive e respira musica leggera e raffinata. Il servizio andato in onda su TV2000 ha celebrato con entusiasmo Trieste come capitale indiscussa dell’Operetta, mettendo al centro il prestigioso Festival dell’Operetta e la tradizione lirica della città, capace di rinnovarsi ogni anno con eventi di altissimo livello.
Il palco del Teatro Verdi, con la sua storia secolare, ha fatto da sfondo al racconto di una tradizione che affonda le radici già nel 1950, con l’istituzione del Festival, e che vide il suo apice a partire dal 1970 grazie al lavoro del patron Fulvio Gilleri e al successo di titoli storici come Il Paese dei Campanelli, portato in scena proprio sul palco triestino.
Estate 2025: operetta protagonista con Cincillà, Al Cavallino Bianco e lo straordinario Galà Strauss
Nel servizio, è stato annunciato il programma della prossima edizione estiva del Festival, che si aprirà con “Cincillà”, in occasione dei cent’anni dal debutto, e proseguirà con “Al Cavallino Bianco”, due capolavori senza tempo che conquisteranno il pubblico di tutte le età. A completare l’offerta, uno straordinario Galà celebrativo dei 200 anni dalla nascita di Johann Strauss, imperatore del valzer, amatissimo anche a Trieste.
Un’eredità musicale che trova continuità anche nei ricordi personali di chi l’ha vissuta da protagonista: il narratore del servizio ha infatti raccontato il suo debutto nel mondo dell’operetta proprio a Trieste, 38 anni fa, accanto al leggendario Sandro Massimini, al fianco di figure iconiche come Daniela Mazzucato, Max René Cosotti, Aurora Banfi, Gino Landi e Vito Molinari. Nomi che hanno segnato un’epoca e fatto di Trieste il cuore della “piccola lirica” in Italia.
Costumi, teatri e tradizione: l’anima operettistica di Trieste
A dare ulteriore valore al racconto televisivo, la presentazione di costumi originali d’epoca, parte della preziosa collezione storica dell’operetta, testimonianza tangibile dell’amore che Trieste ha sempre nutrito per questo genere musicale.
Non solo il Teatro Verdi: nella narrazione emerge anche il ricordo di storici spazi teatrali triestini oggi scomparsi, come il Teatro Filodrammatico, dove nel 1907 Franz Lehár diresse la sua celebre Vedova Allegra. Un dettaglio che conferma ancora una volta quanto Trieste abbia contribuito, in modo unico e profondo, alla storia dell’Operetta in Europa.
A chiusura del servizio, un messaggio che è anche un invito, e un motto d’amore per questa forma d’arte: «Evviva l’Operetta, l’Operetta evviva!»
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