Mercoledì la Curia di Trieste organizza 15 luglio un concerto in memoria delle vittime del coronavirus
la Diocesi di Trieste, in collaborazione con l’Associazione musicale Aurora Ensemble e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha ritenuto opportuno offrire alla nostra Città di Trieste l'esecuzione dell'opera musicale di Franz Joseph Haydn intitolata Le sette ultime parole del Redentore sulla Croce nell'intento di associare i nostri morti alla morte del Signore Gesù. Con questo concerto, inoltre, vogliamo condividere, con una partecipazione densa di affetto, di vicinanza, di cordoglio, le lacrime dei loro familiari e amici che, in molti casi, non hanno potuto dare l’ultimo saluto ai loro cari.
Mercoledì 15 luglio
ore 21.00
Cattedrale di San Giusto martire
L’Orchestra da Camera del Friuli Venezia Giulia
diretta dal Maestro Romolo Gessi
eseguirà
Le sette ultime parole del Redentore sulla Croce
di Franz Joseph Haydn
Commenti:
S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
Arcivescovo-Vescovo di Trieste
* In ottemperanza alle normative sanitarie vigenti l’accesso alla Cattedrale sarà consentito solo su prenotazione nominativa da effettuarsi tramite l’Ufficio stampa della Diocesi. Le prenotazioni saranno accettate e confermate via mail fino alla concorrenza dei posti disponibili in Cattedrale, determinati dalle norme sul distanziamento.
Ufficio Stampa – Diocesi di Trieste
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Il programma del Concerto si collega idealmente all’ anniversario della fine del Patriarcato di Aquileia e all’inizio della dominazione veneziana nella nostra Regione, con riferimento ai riflessi storici successivi sull'identità del territorio. Il Patriarcato di Aquileia fu infatti un'entità politico religiosa capace di amministrare una zona, che si estese ben oltre i confini regionali attuali, e permise una coesione di popoli e di etnie diverse, sviluppando e mescolando le tre maggiori culture presenti nel suo territorio, quella tedesca, slovena e ladina. Divenuto parte del dominio della Serenissima nel 1420, il Patriarcato entrò in seguito a far parte del Sacro Romano Impero per passare quindi all’Austria nel 1797, con il trattato di Campoformio. Undici anni prima, nel 1786, Franz Joseph Haydn componeva Le Sette ultime Parole del Redentore sulla Croce, una delle musiche di più alta spiritualità del repertorio classico. Questo brano prevede un gruppo di sette sonate, preceduto da un’introduzione, volta a descrivere la scena del Calvario, e seguito da un impetuoso finale. Sull’incipit del pentagramma di ciascun episodio, il compositore volle che venisse scritto per esteso il testo delle ultime frasi del Redentore, in modo che anche i musicisti lo leggessero, dentro sé stessi, prima di suonare. Nacque così un’opera di altissimo significato religioso, una delle composizioni più originali e straordinarie del repertorio musicale classico, che troviamo così descritta in una lettera dello stesso Hadyn: “Ciascun testo è espresso da musica puramente strumentale, in modo da produrre nell’anima di ogni ascoltatore l’impressione più profonda”.
Franz Joseph HAYDN (1732-1809)
Le sette ultime parole del Redentore sulla Croce op. 51
Introduzione. Maestoso ed Adagio
Sonata I. Largo
Pater, dimitte illis, quia nesciunt, quid faciunt
Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno (Lc 23,33-38)
Sonata II. Grave e cantabile
Hodie mecum eris in Paradiso
Oggi sarai con me in Paradiso (Lc 23,39-43)
Sonata III. Grave
Mulier, ecce filius tuus
Donna, ecco tuo figlio (Gv 19,25-27)
Sonata IV. Largo
Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me?
Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato? (Mt 27,45-49)
Sonata V. Adagio
Sitio
Ho sete (Gv 19,28-29)
Sonata VI. Lento
Consummatum est
Tutto è compiuto (Gv 19,30-34)
Sonata VII. Largo
Pater, in manus tuas commendo spiritum meum
Nelle tue mani, Padre, rimetto il mio spirito (Lc 23,44-46)
Il terremoto. Presto e con tutta la forza (Mc 15,38-39)
Guida all’ascolto
Verso la fine del 1785 Haydn ricevette la commissione di comporre una musica, dedicata alla Passione di Cristo, per la cattedrale di Cadice. Nella città spagnola il rito del Venerdì santo era celebrato ogni anno con particolare intensità. Pareti, finestre e colonne della chiesa venivano ricoperte di drappi neri e solamente un’unica lampada, accesa al centro, proiettava i suoi bagliori, diradando l’oscurità. A mezzogiorno le porte venivano chiuse e la cerimonia aveva inizio. Il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava il testo evangelico legato alla prima Parola, facendovi seguire una breve omelia. Quindi scendeva e restava prostrato davanti all’altare, in adorazione della Croce. A quel punto risuonava la musica. Allo stesso modo venivano poi pronunciate le Parole seguenti, alternando sistematicamente lettura, meditazione e musica, fino a giungere all’episodio del Terremoto, che concludeva la narrazione sacra. Haydn compose quindi un gruppo di sette sonate, preceduto da un’introduzione, volta a descrivere la scena del Calvario, e seguito da un impetuoso finale. Sull’incipit del pentagramma di ciascun brano, il compositore volle che venisse scritto per esteso il testo delle ultime frasi del Redentore, in modo che anche i musicisti lo leggessero, dentro sé stessi, prima di suonare. Nacque così un’opera di altissimo significato religioso, una delle composizioni più originali e straordinarie del repertorio musicale classico, che troviamo così descritta in una lettera dello stesso Hadyn: “Ciascun testo è espresso da musica puramente strumentale, in modo da produrre nell’anima di ogni ascoltatore l’impressione più profonda…”. La partitura venne orchestrata in quattro versioni distinte: per orchestra sinfonica, per archi, per pianoforte e in forma di oratorio per coro e orchestra. E, se è vero che il tessuto sinfonico conferisce all’opera una grandiosa maestosità, è probabilmente la versione scritta per soli archi, che ascolteremo stasera, quella più adatta a trasmetterci il dolore straziante della sofferenza e la sublime dolcezza della preghiera.
ROMOLO GESSI ha studiato direzione d’orchestra con i maestri Kukuskin, Musin, Kalmar e Renzetti, perfezionandosi a San Pietroburgo, Vienna, Milano e Pescara. È principale direttore ospite dell’Orchestra Cantelli, della quale è stato anche direttore musicale, dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, dell’Orchestra Pro Musica Salzburg, direttore musicale dell’Orchestra da camera del Friuli Venezia Giulia e direttore artistico delle Serate musicali a Villa Codelli e della Sezione Musica del CCA. Si è affermato in numerosi concorsi conseguendo, tra l’altro, il primo premio al concorso Austro-Ungarico di direzione d’orchestra di Vienna e Pècs, il secondo premio al concorso biennale di direzione d’orchestra Gusella e il secondo premio al concorso nazionale di direzione d’opera della Reggia di Caserta. È stato docente di direzione d’orchestra al Conservatorio di Milano, al Centro lirico internazionale di Adria, al Corso di perfezionamento europeo di Spoleto, al Laboratorio lirico OperAverona e ai Berliner Meisterkurse. Ha diretto opere e concerti sinfonici in Europa e in America, con orchestre e solisti di rilevanza internazionale. Molto apprezzate sono state le sue collaborazioni con la rete televisiva Italia Uno, per la quale ha diretto gli spettacoli Ice Christmas Gala 2009, Capodanno on Ice 2012 e 2013, trasmessi in oltre 20 nazioni. Ha al suo attivo registrazioni discografiche, radiofoniche e televisive. È docente al Conservatorio di Trieste nonché titolare del corso di Direzione d’orchestra all’European Conducting Academy e all’International Young Artists Project. È inoltre professore ospite all’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, all’Accademia Musicale di Norvegia, al Conservatoire Royal de Mons, all’Accademia della Musica e delle Arti di Tirana . Il Cidim, Comitato Italiano Musica Cim-Unesco, lo ha inserito tra i sei direttori d’orchestra italiani del Podium 2000, pubblicazione dedicata ai musicisti, vincitori di rilevanti Concorsi internazionali.
L’ORCHESTRA DA CAMERA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, sorta nel 1989 per iniziativa dell’Associazione musicale Aurora ensemble, svolge la sua attività con il sostegno della Regione, in collaborazione con diverse istituzioni culturali. Si è esibita con successo in Italia e all’estero. Ha collaborato con prestigiosi solisti e direttori ospiti, allestendo manifestazioni musicali di rilievo. Collabora regolarmente, dal 1991, con il Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia, con il quale ha realizzato i Concerti di fine d’anno, lo spettacolo Dante, su musiche di Respighi, con Vittorio Gassman, il dramma liturgico La passione di San Giusto di Sofianopulo, lo spettacolo Fin de Siècle, con Piera degli Esposti e la prima esecuzione a Trieste delle Liriche autunnali di Raffaello de Banfield. È orchestra residente delle Serate Musicali a Villa Codelli di Mossa. La sua direzione artistica è affidata a Romolo Gessi.
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