Il vino deve cambiare linguaggio, triestino Dellago: «Sommelier troppo formale allontana persone» (VIDEO)

Il mondo del vino deve cambiare linguaggio se vuole riuscire a parlare alle nuove generazioni. È il messaggio lanciato dal sommelier triestino Davide Dellago, fresco vincitore ai VinoInfluencers World Awards 2026, durante la diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi.
Secondo Dellago, mentre le abitudini dei consumatori stanno cambiando rapidamente, una parte della comunicazione enologica continua a utilizzare codici troppo tradizionali.
«La comunicazione è sempre quella vecchia»
«Sta calando un casino», ha osservato Dellago parlando del consumo di vino, indicando una flessione che, a seconda dei riferimenti considerati, potrebbe arrivare secondo lui attorno al 30%.
Il problema, però, non riguarderebbe soltanto i consumi.
«La comunicazione invece è sempre quella più vecchia, formale, dove il sommelier è questo personaggio che parla in maniera strana. Secondo me allontana un po'».
Per Dellago occorre rendere il vino maggiormente accessibile anche attraverso il linguaggio.
«Non è facile avvicinarsi a questo mondo. Dobbiamo cambiare la comunicazione: come si parla, come ci si relaziona con il vino. I social sono un bel posto dove poterlo fare».
Giovani, meno quantità e maggiore qualità
Durante il confronto è emerso anche il tema del rapporto delle nuove generazioni con l'alcol.
Dellago ha invitato a guardare al fenomeno attraverso il cambiamento degli stili di vita.
«Sicuramente guardano molto di più la qualità della vita, lo stile di vita. Sono molto più sani rispetto a quello che eravamo noi».
Da qui una possibile trasformazione del mercato: «Magari bevono meno, però vogliono bere bene».
Le produzioni di massa davanti a una nuova sfida
Secondo Dellago, il cambiamento potrebbe mettere maggiormente in difficoltà le produzioni di fascia media o di massa, mentre i produttori capaci di offrire qualità avrebbero maggiori possibilità di mantenere il proprio spazio.
«Le cantine che fanno alta qualità continuano a vendere, questo senza dubbio. Però la massa, la produzione di massa, quella ha problemi».
La conclusione è netta: «Le cantine dovranno adattarsi, sia nella comunicazione che nella qualità».
Una trasformazione che investe dunque l'intera filiera: non soltanto cosa mettere nella bottiglia, ma anche come raccontarla a chi quella bottiglia dovrebbe scegliere.
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