Festival Wunderkammer dal 9 novembre al 12 dicembre sei concerti ispirati al Mediterraneo
Ritorna il festival Wunderkammer che proporrà quest’anno, dal 9 novembre al 12 dicembre, sei concerti ispirati al “Mediterraneo. Musiche e storie di un mare chiuso”, tema di questa tredicesima edizione più che mai attuale.
«Il Mediterraneo è un continente liquido, intersecato da penisole dalla forte ossatura montuoso. A buon titolo un luogo millenario tanto di scambi quanto di conflitti millenari fra genti spesso arroccate sulle alture che lo circondano - racconta il direttore artistico del festival Andrea Lausi - una porta che, aperta, ci consente di ascoltare come la musica si è trasformata nei secoli attraverso le contaminazioni più diverse e di come questo continui ad accadere nonostante le barriere culturali e fisiche; è un lungo viaggio quello della musica, nel tempo e nello spazio, su una barca in grado di attraversare ogni impedimento».
In programma, primo fra tutti, il sound multietnico dell’ “Amine e Hamza Quintet” che ingloba suoni e ritmi appartenenti alla musica classica occidentale, al jazz, al flamenco, fino alle melodie indiane e persiane e che salirà sul palco del Teatro Miela il 9 novembre a partire dalle 20.30. In programma musiche tratte dal loro ultimo album “Fertili Paradossi” (Arc Musica / Marzo 2017), una sorta di diario dei loro ultimi sei anni di attività artistica, disco che è stato recensito da una trentina di media internazionali e posizionato nella top 10 delle classifiche di World Music.
Amine e Hamza M’Raihi sono due giovani fratelli tunisini diplomati in musica orientale che hanno ottenuto il premio nazionale di oud, il liuto arabo, e kanoun, strumento a corde pizzicate come il salterio. A dispetto della loro giovane età - sono nati rispettivamente nel 1986 e 1987 - Amine e Hamza sono apparsi nei più prestigiosi teatri del mondo arabo: a Beirut, al Cairo, a Tunisi e in Francia.
Suonano sia composizioni classiche che originali, riferendosi alla musica arabo-andalusa che nelle diverse aeree del Maghreb acquisisce particolarità espressive e nomi differenti. In Tunisia e Libia si chiama maluf e le origini di questo stile vanno ricercate nell’occupazione araba della penisola iberica. I due fratelli stanno sviluppando una nuova tecnica per oud e kanoun che unisce le diverse influenze della musica orientale, rispettandone gli aspetti di meditazione e improvvisazione. Durante la loro carriera musicale, Amine e Hamza hanno condotto diversi progetti con musicisti di diversa provenienza e si sono esibiti sui luoghi più prestigiosi tra cui il Kennedy Center di Washington, il Cairo Opera House, il Teatro della Medina Beirut Festival di Cartagine, Fierra Mediteranea in Spagna, il Festival di musica orientale in Danimarca, il World Festival araba di Montreal, Cully Jazz e Jazz di Montreux in Svizzera. Saranno affiancati per l’occasione a Trieste dagli indiani Baiju Bhatt al violino e Prabhu Edouard al tabla con lo svizzero Valentin Conus), al clarinetto e sax.
Il festival proseguirà poi sempre al Teatro Miela il 20 novembre con Rolf Lislevand, inarrivabile virtuoso che fa tornare vivo il repertorio della chitarra antica; ci sposteremo poi alla Torre del Lloyd, il 30 novembre con Mer Amère in cui l’ensemble Per Sonat ci farà sentire il sorprendente repertorio della Cipro medioevale e il 2 dicembre con l’ensemble Repicco e la musica del Seicento del progarmma Assassini. Assassinati, appuntamento in collaborazione con il progetto Europeo EEEmerging, finanziato dall’Unione Europea per promuovere i talenti emergenti della musica antica. Si ritorna al Miela il 7 dicembre con Machiko Suto, giovane cembalista in “Trasporti Barocchi” in collaborazione con MUSICA, importante istituzione musicale belga. Infine il 12 dicembre appuntamento con “La Tecla dell’Alma” al Conservatorio Tartini, in collaborazione con il Piccolo Festival dell’Animazione: immagini improvvisate dall’artista digitale canadese Jean Detheux sulle musiche del cembalo di Paola Erdas. Inoltre il 24 novembre e il 12 dicembre alla Casa della Musica si terranno due appuntamenti pensati per i più piccoli con la rassegna MiniW.
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