APD Miramar, Francesca Stefani nuova presidente nell’anno dei 30 anni della Bavisela

Un passaggio di testimone che vale molto più di un cambio di nome sulla targa. APD Miramar annuncia ufficialmente la nomina di Francesca Stefani come nuovo Presidente della società, una scelta che arriva in un momento carico di significato: il 2026 è l’anno del 30° anniversario della Bavisela, l’evento che da tre decenni racconta Trieste attraverso lo sport, la partecipazione e l’identità della città.
La nomina viene descritta dalla società come un gesto di continuità e rinnovamento, ma soprattutto come un investimento su una visione futura: consolidare ciò che Miramar ha costruito e, allo stesso tempo, proiettare l’associazione verso nuove traiettorie di crescita e collaborazione.
Il contesto: un anno simbolico e una sinergia che pesa
Il nuovo corso si inserisce in un quadro che la nota stampa definisce di “forte sinergia” con Trieste Atletica, realtà storica del territorio con cui APD Miramar condivide valori, progettualità e un’idea comune di sviluppo dello sport cittadino.
Non si tratta di una semplice collaborazione tecnica, ma di un collegamento pensato per rafforzare il sistema sportivo triestino e ampliarne anche l’impatto sociale e culturale, con ricadute che vanno oltre le gare e le competizioni.
In questo scenario, la nomina di Stefani assume un valore ulteriore: rappresenta una guida capace di reggere la pressione dell’anno del trentennale e, contemporaneamente, di gestire e far crescere una rete di relazioni sempre più strutturata.
Le parole di Emilio Porto: “era il momento giusto”
A commentare il passaggio di presidenza è Emilio Porto, presidente uscente, che mette subito l’accento su tre concetti chiave: identità, credibilità e futuro.
“Era il momento giusto per affidare la guida della società a una donna, e soprattutto a una donna cresciuta dentro Miramar”, afferma Porto, indicando la scelta come naturale e coerente con il percorso interno della società.
Poi il passaggio più esplicito, legato al peso simbolico della Bavisela: secondo il presidente uscente, in un anno così rappresentativo serviva “una figura capace di tenere insieme identità, credibilità e futuro”, e Stefani “incarna tutto questo”.
Porto richiama anche la collaborazione con Trieste Atletica, descrivendola come uno strumento per “guardare ancora più lontano”, in un momento in cui fare sport significa anche costruire comunità, servizi, integrazione e nuove opportunità.
Nessuna discontinuità: “un’evoluzione naturale del progetto”
La nota stampa sottolinea con decisione che il passaggio non nasce come rottura, ma come evoluzione naturale. Proprio per questo, Emilio Porto continuerà a far parte attiva della società, mantenendo un ruolo operativo e mettendo a disposizione la propria esperienza, oltre al patrimonio di relazioni costruito negli anni.
In particolare, viene evidenziato il contributo di Porto nello sviluppo dell’immagine e nel posizionamento strategico di APD Miramar: un lavoro che non viene archiviato, ma integrato nel nuovo corso.
I prossimi mesi: trentennale Bavisela e attività sportive
La società guarda già ai prossimi impegni. Nei mesi a venire Stefani guiderà l’associazione nel percorso che porterà alle celebrazioni del trentennale della Bavisela, oltre che nelle principali attività sportive e organizzative.
Il lavoro, viene spiegato, sarà sviluppato in stretta collaborazione con Trieste Atletica, con le istituzioni, i partner e i volontari: una rete che ha l’obiettivo di rafforzare ulteriormente Miramar come motore dello sport cittadino e regionale, in un anno in cui l’attenzione e le aspettative saranno inevitabilmente alte.
Una scelta culturale: leadership femminile come risorsa
La nomina di Francesca Stefani viene presentata anche come una scelta dal significato culturale. APD Miramar parla di valorizzazione della leadership femminile come risorsa concreta per innovazione, inclusione e crescita del movimento sportivo.
Un messaggio che si inserisce in un panorama sportivo sempre più attento non solo ai risultati, ma anche ai valori: organizzazione, comunità, partecipazione e opportunità.
Nel 2026, anno del trentennale della Bavisela, Miramar decide dunque di correre con un volto nuovo alla guida, ma con la dichiarata volontà di tenere ben saldo il filo della propria storia.
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