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Cronaca

Wartsila, Regione percorrerà ogni strada per bloccare licenziamenti

Luca Marsi·
 La Regione prende atto della decisione di
Wartsila di non sospendere la procedura di cessazione della
produzione nello stabilimento di Bagnoli della Rosandra,
nonostante le richieste avanzate da Regione, governo, sindacati e
Confindustria. L'Amministrazione regionale rimane al fianco dei
lavoratori, prosegue nelle azioni avviate anche sul piano legale
e userà tutti gli strumenti a propria disposizione per tutelare i
posti di lavoro e il patrimonio industriale del Friuli Venezia
Giulia e dell'Italia, anche percorrendo strade e adottando
strategie nuove e mai attuate finora.
 
È questa la posizione espressa dal governatore del Friuli Venezia
Giulia durante la riunione del Tavolo di crisi della Wartsila
convocato dal ministro allo Sviluppo economico, al quale hanno
partecipato, oltre alle sigle sindacali e al presidente di
Wartsila, anche il ministro del Lavoro, i vertici di
Confindustria Alto Adriatico e gli assessori regionali al Lavoro
e alle Attività produttive.
 
Nel corso dell'incontro, il governatore ha sottolineato che la
Regione Friuli Venezia Giulia è pronta a dialogare con Wartsila,
ma il punto di partenza per un confronto deve essere la
sospensione della procedura avviata a luglio dall'azienda. La
riunione di oggi ha mostrato un muro contro muro che vede
Wartsila da sola contro istituzioni, organizzazioni sindacali e
lavoratori. Una situazione che avrebbe dovuto far comprendere
alla multinazionale la necessità del ritiro della procedura: la
Regione non si farà quindi tenere in scacco per i prossimi trenta
giorni e contesta modi, contenuti, procedura e assenza di visione.
 
Il governatore ha quindi auspicato che sulla posizione offensiva
di Wartsila si apra anche una procedura europea di verifica delle
norme sulla concorrenza ed ha espresso preoccupazione perché
l'atteggiamento dell'azienda pone dubbi sulla volontà di
proseguire la propria attività di ricerca e sviluppo nel sito
triestino.
 
L'assessore regionale al Lavoro ha rimarcato che è offensivo far
credere che l'intervento di un advisor per il percorso di
reindustrializzazione abbia uno spazio temporale di un anno,
perché in soli trenta giorni si deve scegliere se credere a
Wartsila o vedere licenziate 451 persone. In questa situazione
avere totale fiducia nell'azienda sarebbe un atto di fede, che è
già stato cancellato dall'atteggiamento dimostrato dai vertici
della multinazionale. La Regione userà quindi i prossimi 30
giorni per mettere in campo tutto quanto in suo potere per fare
in modo che la procedura venga sospesa.
 
Ringraziando il governo il massimo esponente della Giunta
regionale ha evidenziato ai vertici di Wartsila la strategicità
della filiera della navalmeccanica per l'Italia e l'Europa e
rimarcato come l'atteggiamento dell'azienda abbia già prodotto
alcuni effetti, in particolare nei rapporti commerciali con
alcuni importanti operatori del settore navale come Fincantieri.
 
I rappresentanti di Governo, Regione, Sindacati e Confindustria
hanno espresso unanime preoccupazione per la posizione espressa
dall'azienda concordando sul fatto che una sospensione della
procedura avrebbe costituito un segnale di buona volontà e
avrebbe reso più credibile la proposta di reindustrializzazione
del sito preannunciata dall'azienda.

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