Turismo di qualità a Trieste, Giudici: “Gli alberghi di lusso porteranno clienti più alto spendenti” (VIDEO)

L’arrivo di nuovi investimenti nella ricettività di fascia alta può cambiare non soltanto il mercato alberghiero di Trieste, ma anche il commercio e i servizi della città. È una delle prospettive delineate dal presidente di Federalberghi Maurizio Giudici durante il talk di Trieste Cafe alla Sagra de la Sardela.
Investimenti milionari nella ricettività
Nel corso del confronto Giudici ha anticipato che Trieste sta aspettando «investimenti milionari» nel settore delle strutture ricettive di qualità.
L’obiettivo è «alzare quell’asticella» verso cui, secondo il presidente di Federalberghi, la città sta progressivamente puntando.
Più qualità significa un turismo differente
Il ragionamento non riguarda soltanto il numero di camere disponibili.
Nuove strutture di livello elevato possono intercettare una clientela con capacità e propensione alla spesa differenti.
Giudici ha sottolineato come l’arrivo di alberghi di lusso porti inevitabilmente visitatori «più alto spendenti».
Questo, però, produce una conseguenza precisa.
La città deve essere pronta a offrire prodotti e servizi coerenti con quella domanda.
La sfida del commercio
Secondo Giudici, che nel corso della diretta ha richiamato anche il proprio ruolo in Confcommercio, la trasformazione può avere ricadute importanti sul tessuto commerciale.
«Arrivando alberghi di lusso inevitabilmente portano clienti più spendenti, più alto spendenti».
E ancora: «Questo vuol dire che la città deve offrire prodotti più alto spendenti».
Il rischio, altrimenti, sarebbe attirare un determinato segmento turistico senza riuscire a trasformarne pienamente la presenza in ricadute economiche diffuse.
Non soltanto accoglienza
Il turismo, nella visione delineata, deve superare il confine della semplice ricettività.
Alberghi e appartamenti sono soltanto il primo anello della catena.
Poi arrivano ristorazione, negozi, cultura, trasporti, spettacoli e servizi.
Una clientela con maggiore disponibilità economica può quindi diventare uno stimolo per investimenti nuovi anche in settori apparentemente lontani dall’hotellerie.
“Buoni denari che arrivano”
Giudici ha definito queste risorse «buoni denari che arrivano».
Ha inoltre sottolineato la particolarità del Friuli Venezia Giulia come regione a statuto speciale, osservando come una parte significativa delle ricadute economiche e fiscali rimanga sul territorio.
L’imposta di soggiorno finanzia il sistema
Il presidente di Federalberghi ha poi ricordato che gli investimenti destinati all’infrastrutturazione turistica non gravano esclusivamente sulla fiscalità comunale.
Una parte delle risorse arriva direttamente dai visitatori attraverso l’imposta di soggiorno, alla quale si aggiungono fondi regionali.
Giudici ha definito questo meccanismo «virtuoso», perché permette di utilizzare una quota del valore generato dal turismo per migliorare il sistema che accoglie i turisti stessi.
Una crescita che deve coinvolgere tutta Trieste
La prospettiva indicata è dunque quella di una città capace di trasformare il salto di qualità della ricettività in un salto di qualità dell’intero sistema economico.
Non basta aprire un nuovo hotel di fascia alta.
Occorre costruire attorno a quella presenza una città con negozi, servizi, eventi ed esperienze capaci di soddisfare una clientela sempre più esigente.
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