True Crime 2025, in arrivo a Trieste gli amatissimi Nuzzi, Bruzzone e Garofano

Trieste si prepara ad accogliere la prima edizione del Trieste True Crime, un evento unico in Italia dedicato al mondo dell’inchiesta, della criminologia e della cultura dell’investigazione. L’appuntamento è fissato per venerdì 7 e sabato 8 novembre 2025, tra la Sala Luttazzi del Magazzino 26 e la Sala conferenze del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”.
Durante la manifestazione verrà consegnato il prestigioso Premio CRIME – acronimo di Comunicazione Responsabile Indagini Misteri Etica – a figure di spicco del panorama giornalistico e investigativo italiano: Gianluigi Nuzzi, Roberta Bruzzone, Stefano Nazzi, Alessandro Politi e Luciano Garofano.
Un evento tra cronaca, cultura e ricerca della verità
Presentato ufficialmente nella Sala Conferenze del Museo Orientale, il festival nasce dalla collaborazione tra il Comune di Trieste e l’Associazione Accademia Veneta, con il contributo della Fondazione CRTrieste
«Abbiamo deciso di coorganizzare questo evento dedicato a quella che un tempo si chiamava cronaca nera – ha spiegato l’assessore alla Cultura e al Turismo Giorgio Rossi – perché rappresenta uno spaccato autentico della nostra società, capace di interessare e far riflettere. Trieste oggi è una città aperta, viva, pronta a ospitare anche eventi di grande valore culturale e civile come questo».
L’iniziativa è gemellata con il Festival Treviso Giallo e mira a esplorare il rapporto tra informazione, giustizia e percezione pubblica dei grandi casi di cronaca, con l’obiettivo di valorizzare la ricerca della verità e contrastare la spettacolarizzazione del crimine.
Dibattiti, scuole e ospiti di rilievo
Nel corso delle due giornate, scrittori, giornalisti, magistrati e criminologi analizzeranno i casi più celebri della cronaca italiana e il loro impatto sulla società.
Si parlerà di errore giudiziario, verità storica e verità processuale, ma anche di educazione digitale e hate speech, con incontri dedicati alle scuole superiori, per formare le nuove generazioni al valore della legalità e alla responsabilità delle parole.
Tra gli appuntamenti più attesi, l’incontro “Non solo Lilly: i misteri di Trieste”, a cura del Gruppo Nord Est Multimedia, dedicato ai casi irrisolti del capoluogo giuliano, e il confronto su “La scena del crimine: il processo mediatico tra cronaca e manipolazione”, con il generale Luciano Garofano e il giornalista Alessandro Politi.
Il festival si chiuderà con Gianluigi Nuzzi, volto noto del giornalismo d’inchiesta televisivo, che dialogherà con Politi sul tema “I segreti del giornalismo investigativo: metodo, etica e responsabilità”, un viaggio dentro la professione e i suoi confini etici.
Un premio alla responsabilità e al coraggio dell’informazione
Il Premio CRIME premierà figure che hanno saputo raccontare i fatti più complessi senza cedere al sensazionalismo, con un approccio etico e scientifico.
Dalla voce analitica di Stefano Nazzi e il rigore di Roberta Bruzzone, alla lucidità di Nuzzi e all’esperienza del generale Garofano, il riconoscimento celebra chi, nel mondo dell’informazione e dell’investigazione, difende la dignità delle persone e la verità dei fatti.
Come ha sottolineato il giornalista e criminologo Pierluigi Granata, consulente scientifico dell’evento, «il Trieste True Crime non vuole spettacolarizzare il crimine, ma analizzarlo con competenza e rigore. È un’occasione per riflettere sul sistema giustizia e sui meccanismi che determinano la percezione collettiva della verità».
Trieste, città simbolo dell’investigazione moderna
Non è un caso che la prima edizione del Trieste True Crime nasca proprio nel capoluogo giuliano: nel 2009, infatti, la Corte d’Assise d’Appello di Trieste emanò una sentenza storica che introdusse le neuroscienze nel processo penale italiano, rivoluzionando le metodologie di indagine e l’approccio alla valutazione del comportamento umano.
Da allora, Trieste è diventata laboratorio di riflessione giuridica e investigativa, simbolo di un confine non solo geografico ma anche culturale, dove convivono razionalità e sensibilità, analisi e umanità.
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