lunedì 10 agosto 2026
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Cronaca

Trieste, maxi-frode doganale: scoperta evasione IVA da 1,3 milioni, sei denunciati

Luca Marsi·
Trieste, maxi-frode doganale: scoperta evasione IVA da 1,3 milioni, sei denunciati

La Guardia di Finanza di Trieste ha scoperto un’evasione IVA per oltre 1.300.000 euro legata al commercio internazionale di tessuti e polimeri di origine cinese. L'indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria in collaborazione con la Procura della Repubblica, ha portato alla denuncia di sei persone per contrabbando aggravato.

Come funzionava il meccanismo di evasione

L'indagine, avviata due anni fa, ha coinvolto il rappresentante fiscale italiano di tre società slovene con sede a Ljubljana e Nova Gorica. Queste aziende operavano attraverso il Punto Franco Nuovo e l’ufficio doganale Fernetti - Retroporto di Trieste, perfezionando importazioni di tessuti e polimeri per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro.

Il sistema fraudolento si basava sull’abuso del regime doganale “45”, pensato per velocizzare l’introduzione delle merci nei depositi fiscali senza immediato pagamento dell’IVA. Tuttavia, l’immissione nei depositi fiscali era simulata, permettendo agli importatori di evitare il versamento dell’imposta.

Le merci, destinate a imprenditori in Toscana (per i tessuti) e Campania (per i polimeri), venivano così vendute a prezzi inferiori, distorcendo la concorrenza sul mercato.

I protagonisti della frode

Le indagini hanno individuato due figure centrali:

Un commercialista del centro Italia, con studio a Trieste;

Un faccendiere pugliese, iscritto all’AIRE come residente a Londra, ma operante nel capoluogo giuliano.

I due professionisti hanno utilizzato quattro cittadini sloveni come “prestanomi” per le società importatrici. Questi ultimi risultavano formalmente titolari delle aziende ma non avevano alcun ruolo operativo.

Conseguenze legali

Oltre ai due principali indagati, sono stati denunciati i quattro prestanomi sloveni. Gli imprenditori italiani che hanno beneficiato delle merci importate sono stati a loro volta sottoposti a provvedimenti giudiziari per reati fiscali commessi nelle loro rispettive province.

Un’azione contro la frode fiscale e la concorrenza sleale

L’operazione della Guardia di Finanza triestina rappresenta un esempio concreto dell’impegno per contrastare reati fiscali che danneggiano non solo le casse nazionali ma anche il bilancio dell’Unione Europea. L’evasione dell’IVA intracomunitaria costituisce infatti una delle principali fonti di distorsione del mercato, permettendo ai responsabili di praticare prezzi più bassi a discapito degli operatori onesti.

La collaborazione tra Magistratura e Guardia di Finanza ha permesso di smascherare un articolato sistema di contrabbando, confermando l’efficacia degli strumenti investigativi nella lotta alla criminalità economica.

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