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Cronaca

Trieste, il bus pieno di giovani e quel dettaglio che colpisce: “Nessuno parla più dialetto”

Luca Marsi·
Trieste, il bus pieno di giovani e quel dettaglio che colpisce: “Nessuno parla più dialetto”

Un semplice “ciao muli” scritto sui social è bastato per accendere un acceso dibattito tra nostalgia, identità cittadina e nuove generazioni. A pubblicare la riflessione è stata una triestina, dopo un viaggio in autobus che l’ha profondamente colpita.

Il viaggio sul bus dopo anni

La donna racconta di aver preso l’autobus questa mattina attorno alle 7.20, trovandosi circondata da tantissimi ragazzi diretti probabilmente verso scuola.

Ma più della confusione o dell’affollamento, a colpirla sarebbe stato il clima quasi silenzioso del mezzo.

«Nessun se varda più in tei oci perché la testa xe tuta sul telefonin», scrive, descrivendo una scena fatta di smartphone, sguardi bassi e poche interazioni.

“I muli no parla più dialeto”

La parte più sentita del suo intervento riguarda però il dialetto triestino.

Secondo la donna, tra i giovani si sentirebbe sempre meno parlare triestino, elemento che considera parte fondamentale della cultura e dell’identità locale.

«Se ndemo avanti cussì, a breve solo i veci lo parlerà», osserva amaramente.

“Il dialetto andrebbe insegnato anche a scuola”

Nel post compare anche una proposta chiara: valorizzare maggiormente il dialetto già nell’ambiente scolastico.

Per la triestina, infatti, il dialetto non rappresenta soltanto un modo di parlare, ma un patrimonio culturale che rischia lentamente di scomparire.

Social divisi tra nostalgia e cambiamento

Il messaggio ha rapidamente acceso commenti e reazioni. Da una parte chi condivide la nostalgia per una Trieste dove il dialetto era parte della quotidianità, dall’altra chi sottolinea come le nuove generazioni abbiano semplicemente abitudini e linguaggi diversi.

Un dibattito che ancora una volta mette al centro il rapporto tra tradizione, identità e trasformazioni sociali.

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