Trieste cresce nella raccolta dei rifiuti elettronici, ma resta fanalino di coda in FVG

Nel 2024 Trieste ha raccolto 1.422 tonnellate di rifiuti elettronici, con un incremento del +2,4% rispetto all’anno precedente. Un risultato positivo ma ancora lontano dai numeri raggiunti dalle altre province del Friuli Venezia Giulia, come emerge dal nuovo Rapporto regionale del Centro di Coordinamento RAEE.
Il dato pro capite per il capoluogo giuliano si attesta a 6,23 kg per abitante (+2,6%), valore superiore alla media nazionale di 6,07 kg/ab, ma inferiore rispetto a tutte le altre province regionali. Udine svetta con 8,37 kg/ab, seguita da Pordenone (7,53 kg/ab) e Gorizia (6,75 kg/ab). Trieste, insomma, resta fanalino di coda nonostante l'incremento registrato.
Più piccoli elettrodomestici e meno TV: il profilo dei RAEE raccolti
L’aumento complessivo in regione è stato trainato soprattutto dalla categoria R4, che comprende piccoli elettrodomestici e apparecchi elettronici di consumo: +14,3% e ben 2.856 tonnellate raccolte, una delle migliori performance a livello nazionale. Seguono i grandi elettrodomestici (R2) con +6,9% (3.114 tonnellate) e il settore freddo e clima (R1), cioè frigoriferi e condizionatori, con +4,7% (2.160 tonnellate).
In calo, invece, la raccolta di TV e monitor (R3), che scende del 12,3%, probabilmente a causa del calo fisiologico dopo lo switch-off del digitale terrestre. In diminuzione anche le sorgenti luminose (R5): -2,5%.
Centri comunali protagonisti: a Trieste servono più punti di raccolta nei quartieri
Il 90% dei rifiuti elettronici in Friuli Venezia Giulia passa attraverso i centri di raccolta comunali (CdR), a dimostrazione della centralità dell’infrastruttura pubblica. A Trieste, tuttavia, si avverte ancora la carenza di centri facilmente accessibili in alcune zone periferiche e collinari, fattore che potrebbe incidere sulla partecipazione dei cittadini.
A livello regionale, la raccolta attraverso i punti vendita e i luoghi di raggruppamento della distribuzione (LdR) pesa solo per il 10%, con Udine come unica eccezione: qui l’incidenza degli LdR arriva al 16,3%.
La sfida futura: verso l'obiettivo europeo
Secondo il direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE, Fabrizio Longoni, la strada intrapresa è quella giusta:
“Ogni abitante del Friuli Venezia Giulia raccoglie in media un chilo in più di piccoli elettrodomestici rispetto alla media italiana. Anche la raccolta di frigoriferi e grandi elettrodomestici è in crescita. La distribuzione sarà attrice protagonista nel futuro della raccolta dei RAEE della regione”.
La sfida, ora, è raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, grazie anche alla piena attuazione delle modalità "1 contro 1" (ritiro dell’usato all’acquisto di un nuovo prodotto) e "1 contro 0" (ritiro senza obbligo di acquisto) nei negozi.
Trieste, con una rete capillare e una comunicazione più efficace, potrebbe colmare il divario con il resto della regione e diventare una delle realtà più virtuose del nord Italia anche sul fronte della sostenibilità elettronica.
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