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Cronaca

Strategy Engineer triestino nella prestigiosa gara automobilistica 'Rolex 24 at Daytona' (FOTO)

Elisa Sossi·

L'orgoglio triestino sbarca per l'ennesima volta oltreoceano. A rappresentarlo, il Team T3 Motorsport nella prestigiosa corsa di resistenza automobilistica 'Rolex 24 at Daytona', pensata per vetture sport-prototipo e Gran Turismo che si disputa dal 1966 a Daytona Beach, in Florida, sull'asfalto del 'Daytona International Speedway'.

 

A raccontare la gara per noi, Diego Husu, l'ingegnere di pista che in questa occasione ha ricoperto l'impegnativo ruolo di Strategy Engineer, letteralmente 'ingegnere della strategie'.

Infatti, il suo compito consisteva nel dare supporto strategico da remoto ai quattro piloti del team, alla guida di una Lamborghini Huracan nella categoria GTD - Gran Turismo Daytona -.

Per tutte le 24 ore, come recita il nome della competizione, l'esperto stratega ha dovuto controllare un'infinità di dati, tra calcoli di tempi, cambi pilota e distacchi, nonché anticipare le strategie degli altri concorrenti e comprendere le esigenze e necessità del proprio Team. Ma la parte più difficile è stata riuscire a gestire il traffico nei box, affollati dalle oltre 70 macchine che sfrecciano una dietro l'altra, e verificare che ogni pilota svolgesse il proprio compito.

 

"La 24 Ore di Daytona è la seconda gara più famosa negli Stati Uniti dopo quella di Indianapolis, dunque di altissimo livello e di eco internazionale. Vi erano anche una decina di ex piloti di Formula Uno", spiega Diego.

"Mi piacciono le sfide, altrimenti non farei il mio lavoro. Ammetto che all'inizio tutti quei dati mi hanno provocato una sensazione di smarrimento, ma anche grazie all'aiuto di un altro ingegnere in teleconferenza, poi ho ingranato per continuare tutta la notte. Inoltre, la connessione e la comunicazione non sempre erano perfette ma l'abbiamo gestita bene lo stesso".

Lo Strategy Engineer successivamente racconta che "è stata un'emozione folle, indescrivibile, non avrei mai pensato che dopo appena quattro anni io potessi arrivare a questi alti livelli".

 

La gara ha avuto alti e bassi per il nostro Team, partito per ultimo a causa di un problema nella Sprint Qualifying. Nei primi stint - ovvero nelle distanze percorse tra i pit stop - è riuscito a recuperare terreno arrivando addirittura al terzo posto. Ma un guasto ha fatto perdere 15 preziosi minuti creando un arretrato di 6 giri e mezzo da recuperare. Tra 'Full Course Yellow' - l'equivalente della 'Safety Car' in America, ossia le procedure di sicurezza adottate dal gruppo dei piloti quando si ricompatta e si apre a nuove strategie - e diverse inversioni di rotta, i nostri piloti recuperano 4 giri fino al sopraggiungere di un altro guasto, che mette fuori uso anche la possibilità di rimontare una volta per tutte.

 

"Abbiamo recuperato un po' ma il distacco dai primi era troppo, siamo comunque arrivati ottavi di categoria su 22. Il Team era alla sua prima esperienza in una gara così importante e lunga, quindi ci riteniamo assolutamente soddisfatti della prestazione di tutti!", commenta Diego.

 

La 'Rolex 24 at Daytona' si ispira alla '24 Ore di Le Mans', introdotta nel 1923 e molto popolare negli Stati Uniti.

Il nome ufficiale della corsa è stato diverso negli ultimi anni a seconda degli sponsor principali. Dal 1991, la prestigiosa marca svizzera di orologi Rolex è lo sponsor principale della competizione. A questo proposito, i vincitori di ciascuna categoria ricevono come premio un Rolex Cosmograph Daytona in acciaio con inciso l'anno della vittoria.

 

 

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