Shock al Burlo, 17enne derubata di tutti i suoi averi (maglietta compresa) mentre stava facendo fisioterapia

Derubata di tutti i suoi averi mentre faceva fisioterapia al Burlo. E’ la denuncia di una mamma di una adolescente triestina che ieri, mercoledì 6 settembre 2023, si trovava all’ospedale infantile per una seduta di fisioterapia. A raccontare i fatti la mamma della 17enne: “Ieri mattina – riferisce la mamma – io e mia figlia ci trovavamo al Burlo per la seduta prefissata. Io ero andata con lei per accompagnarla e l’ho attesa nel giardino”.
“Mentre – continua - mia figlia stava facendo fisioterapia, la fisioterapista, dopo averle attaccato alcuni elettrodi sul corpo si è momentaneamente assentata dalla stanza, avvisando mia figlia e lasciando la porta socchiusa. Mia figlia era con volto rivolto verso il muro, così da non vedere sia entrava e chi usciva”.
“In quel momento – riferisce la mamma - una persona è entrata nello stanzino rubandole tutto, marsupio con portamonete, documenti, iphone. Ma la cosa più incredibile è che le ha rubato anche la maglietta (ma lasciando in loco scarpe e pantaloni), lasciandola denudata nella parte sopra praticamente. Una vergogna. Da quanto ho potuto capire, chi ha fatto ciò potrebbe essere una donna che, stando a quanto ho raccolto da testimonianze di altre mamme, girerebbe in zona già da diversi giorni con fare molto sospetto. Ci tengo a sottolineare che non me la prendo assolutamente con la fisioterapista, che non c’entra nulla con questa storia e che ha fatto il suo lavoro con estrema professionalità, diligenza e con grande amore verso il suo lavoro”.
“Un altro aspetto vorrei sottolineare- continua. A seguito di alcuni lavori di ristrutturazione che stanno interessando il Burlo, per entrare in fisioterapia l’accesso non è dall’entrata principale, sempre ben sorvegliata. sia dato personale presente che continuo via vai di genitori con figli, ma è necessario uscire nel giardino sottostante per poi rientrare nel laro mensa, e qui purtroppo manca la sorveglianza, che invece come detto poco fa è ben presente nell’entrata principale”.
“Dopo il furto – conclude – mia figlia si è fatta imprestare il cellulare da una persona e mi ha chiamato piangendo per il furto appena subito, tutti i beni, maglietta compresa. Nel cellulare, un iphone, aveva tutti i ricordi di una vita tra foto ed altro materiale, tutto andato perso. E’ una vergogna che gente si metta a rubare a prescindere, in un luogo sacro come l’ospedale è ancora più ripugnante. Sono ancora sconcertata da quanto successo, nonostante siano passate oltre 36 ore, non me ne capacito ancora. Abbiamo immediatamente provveduto a far denuncia ai Carabinieri”.
I Carabinieri, contattati dalla Redazione, confermato l’avvenuta denuncia di quanto successo ed il racconto della mamma.
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