“Sessanta metri quadri a 850 euro più spese”: triestino furioso per gli affitti alle stelle in città

Trieste non è Milano, ma per qualcuno gli affitti iniziano a somigliarle. È lo sfogo di un triestino che, davanti all’ennesimo annuncio immobiliare, non ha trattenuto la rabbia: “Ma dove stiamo andando? Come si può chiedere 850 euro per un appartamento di neanche sessanta metri quadri, senza ascensore, più altri cento di condominio?”
Uno scatto d’ira che racconta un malessere diffuso. Perché il problema non è solo la cifra in sé, ma il rapporto tra affitti e stipendi. “Chi prende più di duemila euro al mese per vivere?” si chiede. E ancora: “Se sei un giovane con uno stipendio da milleduecento o milletrecento euro, dove vai a vivere? Ma dove semo, a Milano?”
Parole dirette, senza filtri, che toccano un nervo scoperto. Il mercato immobiliare cittadino negli ultimi anni ha registrato un aumento progressivo dei canoni, complici la domanda crescente, la trasformazione di molti immobili in affitti brevi e la scarsità di soluzioni a prezzi accessibili.
Giovani e famiglie in difficoltà
Il nodo centrale resta quello dell’accessibilità. Con stipendi medi che spesso non superano i milleduecento o milletrecento euro, destinare quasi mille euro al mese solo per affitto e spese condominiali significa compromettere qualsiasi equilibrio economico.
Il risultato? Sempre più giovani restano a vivere con i genitori più a lungo del previsto, oppure cercano soluzioni fuori città. Una dinamica che rischia di impoverire il tessuto sociale e demografico, trasformando Trieste in una città meno accessibile proprio per chi vorrebbe costruirci il proprio futuro.
Uno sfogo che diventa dibattito
“Pazzi…” conclude amaramente il triestino. Uno sfogo che va oltre il singolo annuncio e che riapre il dibattito su politiche abitative, edilizia convenzionata e necessità di un equilibrio tra mercato e sostenibilità sociale.
Trieste, sospesa tra attrattività e difficoltà economiche, si trova davanti a una domanda semplice ma cruciale: può permettersi di diventare una città dove vivere costa quasi quanto nelle metropoli?
foto seba visintin
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