Rubano in Svizzera e tentano la fuga in Moldova: fermati a Trieste
La Polizia di Stato ha concluso, con l’incontro tenutosi presso la caserma della Polizia di frontiera a Fernetti (TS) tra la Polizia di Frontiera di Trieste e la Polizia Criminale del Cantone di Lucerna (Svizzera) una complessa attività investigativa transnazionale coordinata dalla Procura della Repubblica di Trieste, diretta dal Procuratore Capo dott. Carlo MASTELLONI.
L'operazione, denominata appunto “Shopping svizzero”, trae origine dall’arresto da parte di agenti del Settore di Polizia di Frontiera di Trieste, avvenuto a fine ottobre presso il valico stradale italo-sloveno di Fernetti (TS), di tre cittadini moldavi (B.G., B.P. e M.G. - queste le loro iniziali), rispettivamente di 41, 32 e 26 anni, facenti parte di una banda criminale specializzata in furti in appartamento perpetrati, in particolare, nei Cantoni svizzeri.
In tale circostanza, personale del Settore Polizia frontiera di Trieste procedeva al controllo di un veicolo marca Audi diretto in Slovenia, con targa rumena, a bordo del quale vi erano tre persone, risultati cittadini moldavi, che avevano occultato nel vano bagagli dell’auto varia refurtiva: autoradio con navigatore satellitare, PC portatili, telefoni cellulari, palmari, valigette marchiate “BOSCH”, valigette porta PC, utensili da lavoro tra i quali dei trapani BOSCH, avvitatori, una turbina, due piedi di porco, un maglio, un’accetta, una baionetta di ordinanza svizzera, modello 70-per FASS 90 (fucile d’assalto) produzione Wenger, numerosa valuta estera nella fattispecie franchi svizzeri.
La prima attività di indagine instaurata tra il Settore Polizia di Frontiera di Trieste con la collaborazione dei Centri di Cooperazione di Polizia di Ponte Chiasso (CO) e Thorl Maglern (A) permetteva di appurare che i tre cittadini moldavi erano facenti parte di una banda criminale, operante in particolare nei cantoni svizzeri di Argovia e Lucerna, luoghi in cui erano infatti stati perpetrati numerosi furti in abitazioni e aziende. La successiva attività investigativa svolta in collaborazione diretta con la Polizia Criminale del Cantone di Lucerna (Svizzera), che teneva già da tempo sott’occhio la banda, si concludeva con la richiesta di Mandato di Arresto Europeo a carico dei tre malviventi, che veniva eseguito presso la casa circondariale di Trieste, ove i tre erano custoditi, per poi essere estradati al carcere svizzero di Lucerna.
L’incontro odierno tra personale del Settore di Polizia di Frontiera di Trieste ed il personale della Polizia Criminale del Cantone di Lucerna (Svizzera), ha permesso di consegnare alle autorità svizzere tutta la refurtiva recuperta dagli agenti italiani per essere successivamente restituita ai legittimi proprietari, i quali, per il tramite dei poliziotti svizzeri giunti a Trieste, hanno voluto ringraziare la lodevole attività svolta dalla Polizia di Stato e dalla Autorità Giudiziaria italiana.
Questa operazione si colloca nell’alveo del rafforzamento della cooperazione giudiziaria e di polizia, per la prevenzione e repressione della criminalità transfrontaliera
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