Rissa dopo la partita di calcio a Trieste, lettore: "Provvedimenti disciplinari ridicoli, ci voleva mano pesante"

Riceviamo e pubblichiamo
"Buongiorno, vi scrivo in quanto vorrei farvi partecipi delle conseguenze che si stanno verificando dopo l’episodio increscioso di venerdì scorso, finito sui principali media locali. Mi riferisco alla rissa nella partita amatoriale di calcio a 7 la quale ha richiesto l’intervento della Polizia e un giocatore è stato ricoverato a Cattinara.
Ciò che da ieri pomeriggio ha creato ulteriore sgomento tra le persone interessate e le squadre, sono i provvedimenti disciplinari presi nei confronti degli interessati.
Ciò che riporta il comunicato n° 4 del Campionato Tergestino è la sconfitta a tavolino delle squadre, l’esclusione dalla coppa disciplina (ci mancherebbe) e la SQUALIFICA DI SOLE 5 GIORNATE PER GLI ATLETI.
Ma stiamo scherzando? Voi direte “Perché?”.
Di base, questa non è una punizione! Già di per sé la durata è nulla per un episodio del genere.
Se poi aggiungete che nel suddetto campionato si può giocare in più categorie e squadre, resta il fatto che gli stessi “atleti” (se così si possono definire) possono comunque partecipare e continuare a giocare nelle altre competizioni, visto che la stessa è valevole solo per questo campionato, ovvero la “Promozione 1”.
Io personalmente partecipo con tre squadre differenti nei campionati di serie A, B e C. Inutile dire che tutti sono allibiti da questa decisione, perché non ci sentiamo tutelati. Ci sono delle squadre che non vogliono affrontare gli avversari in questione quando sconteranno la squalifica la quale durerà più o meno, un mese.
Posso riportarvi dei fatti accaduti in passato e che giustamente condanno: ad esempio un mio conoscente ha preso 2 anni di squalifica per un “buffetto” all’arbitro oppure un mio compagno di squadra in un mezzo parapiglia ha preso 6 giornate.
Ma qui stiamo parlando di una scena da far west, dove addirittura degli spettatori amici sono scesi dalle tribune per partecipare alla rissa. Quasi una ventina di persone coinvolte. Intervento delle forze dell’ordine.
Nelle rarissime, per fortuna, volte che episodi del genere si sono verificati in passato i soggetti in questione sono stati squalificati per anni e qualcuno perfino radiato a vita.
Giusto, perché l’intento di questi tornei è quello di trovare un po’ di svago e divertirsi con gli amici, magari accompagnato da una birra post-partita.
Episodi del genere vanno condannati fortemente perché non devono ripetersi. Come giustificherebbero alcuni di noi a fidanzate, mogli e figli una telefonata dall’ospedale alle 10 di sera a seguito di una rissa a calcetto?
Non voglio dilungarmi oltre e concludo dicendo che l’organizzazione del torneo ha risposto alle varie lamentele con un “siete liberi di andarvene” o “nessuno vi trattiene” o nascondendosi dietro alla commissione arbitrale. Informo che tutte e 3 le squadre in cui milito più altre 4 di cui conosco dei giocatori (per un totale di 7), hanno già comunicato di concludere la stagione in corso… ma che abbandoneranno il torneo in quanto, non si sentono tutelati dopo aver minimizzato, in termini disciplinari, un episodio increscioso come questo. Sono convinto ne seguiranno altre. Questo vuole essere solo una sorta di esposto ufficiale da qualche squadra, non parlo a nome di tutti… ma sono convinto a nome di molti."
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