Porticciolo di Grignano, Legambiente attacca la variante: “Contraddizioni ancora irrisolte”

Il nodo della variante nel mirino di Legambiente
Il progetto di riqualificazione del porticciolo di Grignano torna al centro del dibattito pubblico. Legambiente interviene con una posizione critica, puntando l’attenzione sulle “contraddizioni che la conferenza dei servizi sulla variante non ha ancora sciolto”. Al centro delle osservazioni vi sono la trasparenza del procedimento amministrativo, la gestione degli abbattimenti arborei e il bilanciamento tra interessi pubblici e privati.
Trasparenza e partecipazione, i rilievi dell’associazione
Durante la conferenza dei servizi per l’approvazione della variante, la responsabile del procedimento ha sottolineato la “trasparenza e rigorosità del procedimento amministrativo”. Un’affermazione che Legambiente mette in discussione: secondo l’associazione, fra i portatori di interesse non sarebbero state considerate le associazioni di protezione ambientale riconosciute per legge. Da qui la domanda sollevata pubblicamente: può dirsi trasparente un iter che non avrebbe previsto un coinvolgimento sistematico delle realtà ambientaliste?
Il caso degli alberi nella zona sud
Uno dei passaggi più critici riguarda l’abbattimento degli alberi nella parte sud del porticciolo. Legambiente richiama quanto riportato nella relazione del progetto definitivo, dove si affermava che “la situazione biomeccanica degli apparati radicali risulta essere attualmente buona e proporzionata alla chioma”. Valutazione che, sempre secondo l’associazione, sarebbe stata successivamente superata nella fase di discussione della variante, aprendo a una lettura ritenuta incoerente rispetto agli elaborati precedenti.
Passeggio e fruizione pubblica sotto pressione
La variante prevede la realizzazione di 62 posti auto e 18 posti moto nella zona sud. Una scelta che Legambiente ritiene destinata a compromettere la funzione di passeggio, relax e svago dell’area. L’associazione si appella inoltre alla Soprintendenza affinché venga rispettato il vincolo di bellezza panoramica, già oggetto di discussione nella parte nord del porticciolo.
Tempistiche e comunicazione del progetto
Legambiente ricorda che il progetto di fattibilità risale al 2018 e sostiene che, nell’arco di circa otto anni, le associazioni ambientaliste non sarebbero mai state informate né consultate sull’intenzione di abbattere i pini domestici. Anche la richiesta di accesso agli atti presentata nel settembre scorso, secondo quanto dichiarato, non avrebbe fatto emergere riferimenti alla variante allora in elaborazione.
Le valutazioni tecniche contestate
Nel documento diffuso, Legambiente cita le relazioni tecniche dell’esperto regionale Andrea Maroè e del dottore forestale Marco Vlaich, evidenziando come nel progetto definitivo fosse stata descritta una condizione giudicata complessivamente buona per gli apparati radicali. L’associazione osserva che le motivazioni addotte per gli abbattimenti a sud differirebbero da quelle emerse nella parte nord, dove il tema centrale era la presenza di una piastra in cemento.
Costi e soluzioni progettuali
Un ulteriore elemento riguarda il quadro economico dell’opera, passato dai 3 milioni di euro iniziali agli oltre 7 milioni dell’ultimo aggiornamento. Secondo Legambiente, la variante potrebbe essere legata anche alla volontà di non adottare le “soluzioni progettuali” prospettate per preservare gli alberi, evitando ulteriori incrementi di spesa.
Interesse pubblico e confronto richiesto
Pur riconoscendo la necessità di considerare le esigenze dei concessionari delle aree demaniali, Legambiente sottolinea l’importanza del bilanciamento con la fruizione pubblica dell’area. L’associazione chiede quindi che, per garantire una reale trasparenza, la stazione appaltante regionale si confronti nel merito delle questioni sollevate.
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