domenica 23 agosto 2026
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Cronaca

Omicidio Figli delle Stelle, 'Meran spinto dal delirio a uccidere'

Luca Marsi·
Omicidio Figli delle Stelle, 'Meran spinto dal delirio a uccidere'

Le azioni apparentemente lucide e strategiche di Alejandro Augusto Stephan Meran nell'uccidere i due poliziotti in Questura a Trieste il 4 ottobre 2019 e i tentativi di fuggire non significano che fosse capace di intendere e di volere. Lo riportano le motivazioni della sentenza della Corte d'assise d'appello di Trieste, presieduta da Igor Maria Rifiorati, che ha confermato l'assoluzione in primo grado per Meran, anticipate dal quotidiano Il Piccolo. Meran dunque quel giorno era in preda a delirio paranoide quando si impossessò della pistola di un poliziotto, uccise Pierluigi Rotta e Matteo Demenego e continuando a sparare all'impazzata e corse all'interno dell'edificio, fino a quando, uscitone, non fu ferito da alcuni agenti e si arrese. Insomma, se si pensa al delirio come a un comportamento disorganizzato, si sbaglia, perché quello stato mentale non necessariamente annienta le capacità critiche. La sentenza di primo grado già indicava l'infermità di mente del giovane di 32 anni di origine dominicana e nelle motivazioni della sentenza di secondo grado si richiama in particolare il contenuto della perizia, condiviso dalla Corte, del professor Stefano Ferracuti, ordinario di Psicopatologia forense dell'Università La Sapienza, che aveva concluso, appunto, per il vizio totale di mente, con "la volontà dell'imputato radicalmente compromessa". Sottolineando che "una caratteristica comune degli individui con disturbo delirante è l'apparente normalità del loro comportamento e del loro aspetto". La ragione è individuata "nell'idea delirante" di Meran di trovarsi "in incombente pericolo di morte", convinto che volessero ucciderlo. In primo grado la Corte d'Assise aveva assolto Meran stabilendone la non imputabilità e disponendo la misura di sicurezza detentiva del ricovero, per un minimo di trent'anni, in una Rems. In quella di secondo grado i giudici confermano la misura del ricovero in Rems per trent'anni, "l'unica adeguata a fronteggiare l'elevatissima pericolosità sociale di Meran". Questa seconda sentenza potrà essere impugnata davanti alla Cassazione fino all'11 ottobre. (ANSA). DO

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