martedì 20 ottobre 2026
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Cronaca

Nuovo furto al locale Borsa 1905: “Colpiti per la terza volta, chiediamo protezione”

Luca Marsi·
Nuovo furto al locale Borsa 1905: “Colpiti per la terza volta, chiediamo protezione”

Ancora un furto ai danni di Borsa 1905, il noto locale del centro triestino. Nella notte appena trascorsa, per la terza volta in poche settimane, ignoti sono riusciti a introdursi all’interno del locale, forzando l’ingresso e causando nuovi danni.

A raccontarlo sono stati direttamente i gestori della Borsa 1905 attraverso un post pubblico affidato ai social, in cui si legge tutta la frustrazione, l’amarezza e il senso di impotenza di chi si trova a dover fronteggiare una situazione ormai insostenibile: «Nonostante la denuncia già sporta, nonostante le misure di sicurezza rafforzate, nonostante la solidarietà ricevuta e la nostra volontà di non piegarci, qualcuno è riuscito ancora una volta a entrare».

“Non vogliamo arrenderci, ma chiediamo risposte concrete”

I gestori sottolineano come, nonostante l’impegno profuso per mettere in sicurezza l’attività, la situazione continui a ripetersi. «Non è normale. E non deve diventarlo», scrivono con forza. Per questo motivo, l’appello si rivolge direttamente alle istituzioni, agli organi di controllo e a chi ha il dovere di tutelare il territorio: «Chiediamo presenza, prevenzione, risposte concrete. Non ci limiteremo a contare i danni».

L’impegno continua, ma la paura resta

Nonostante l’accaduto, i titolari ribadiscono la volontà di continuare a investire, a lavorare e a credere in Trieste, ma con una richiesta ben chiara: “Non vogliamo essere lasciati soli”.

Le immagini diffuse mostrano i vetri danneggiati e la porta forzata, segni evidenti di una violazione che non è solo materiale, ma anche simbolica: colpire un esercizio commerciale è colpire un presidio di lavoro, di socialità e di vita cittadina.

Il messaggio finale è un ringraziamento a chi ha espresso solidarietà e un invito alla città e alle autorità a non voltarsi dall’altra parte. “La nostra determinazione resta, ma ora chiediamo che sia sostenuta da chi ha il dovere di proteggerla”.

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