Muggia, nuovi step per la riqualificazione della costa: perizia bellica e archeologica
“È proprio di questi giorni la ripresa dei lavori nel terrapieno Acquario, ma il nostro impegno per la riqualificazione della costa segue un ragionamento più ampio, che tiene in considerazione la totalità del lungomare muggesano e prosegue contestualmente, quindi, anche su altri fronti” ha chiarito l’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Bussani.
Di 1.230.000 euro è stato il costo del primo stralcio funzionale di riqualificazione costiera già concluso, di 1.316.000 è quello del secondo che prevede la riqualificazione del tratto costiero da Porto San Rocco a Punta Olmi. Un progetto che, nonostante l’emergenza Covid-19, non si è fermato e che, in questi mesi, ha continuato l’iter di verifiche conseguente alle necessarie istruttorie.
È stata, infatti, in questo periodo effettuata la perizia bellica, nella quale sono stati eseguiti sondaggio, analisi, mappatura e individuazione di eventuali reperti bellici subacquei risalenti al primo e secondo conflitto mondiale. I lavori sono stati affidati alla ditta Ediltecnica di Carrara, per un costo complessivo di 18 mila 300 euro a cui andranno sommati altri 1.500 euro per le attività di rimozione, asporto e smaltimento dei rinvenimenti metallici del caso. Attraverso un magnetonomo, infatti, sono state concretizzate delle verifiche che hanno fatto emergere la presenza di vari elementi (diversi corpi morti, tubazioni metalliche, ecc.). Per completare le procedure è necessario, quindi, ora asportare tutto il materiale riscontrato che interferisce con la bonifica del fondale marino.
“Quest'area costiera poteva presentare dei potenziali rischi derivanti dalla presenza di residui bellici considerato anche il recente rinvenimento di altri ordigni inesplosi in prossimità al cosiddetto Molo a "T". Ecco allora la necessità di provvedere all'effettuazione delle preventive attività per la bonifica bellica sistematica si un’area che sarà, a seguire, interessata dai controlli archeologici e azioni comunque propedeutiche alla successiva realizzazione dell'intervento di riqualificazione del tratto. I lavori di ricognizione, finalizzati alla valutazione del rischio bellico, sono un atto necessario volto ad escludere problematiche che potrebbero altrimenti presentarsi in fase di realizzazione dell’opera” ha spiegato Bussani. “In tal senso un ringraziamento è d’obbligo, e lo è per tutti coloro che anche in questi critici mesi, nonostante le difficoltà, hanno portato avanti questa importante progettualità che permetterà finalmente di aggiungere un altro fondamentale tassello alla riqualificazione della nostra area costiera. Il prossimo passo sarà l’analisi del sito dal punto di vista archeologico per verificare l’esistenza di eventuali reperti da parte della Sovraintendenza”.
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