Montasio, paura sul Canalone Findenegg: quattro escursionisti udinesi soccorsi tra nebbia e roccia friabile

Si è conclusa attorno alle 18 di lunedì 25 agosto una spettacolare e delicata operazione di soccorso in alta quota sul Montasio, che ha visto impegnate la stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino, la Guardia di Finanza e l’elisoccorso regionale, tutti attivati dalla Sores dopo la chiamata di emergenza giunta alle 15.20.
A lanciare l’allarme erano stati quattro escursionisti udinesi, di età compresa tra i trenta e i trentacinque anni, rimasti in difficoltà sugli ultimi 150 metri del canalone Findenegg, celebre via alpinistica che conduce alla vetta del Montasio dal versante sud-ovest.
la salita e l’imprevisto
Il gruppo era partito in mattinata affrontando la via Amalia sul versante nord, per poi decidere di proseguire verso la cima attraverso il canalone intitolato a Paul Findenegg, pioniere dell’alpinismo nelle Alpi Giulie. Una scelta ambiziosa, che però li ha messi a dura prova: la stanchezza accumulata e la presenza di rocce friabili a quota 2600 metri li hanno colti impreparati, bloccandoli in un tratto esposto e insidioso.
l’intervento tra nebbia e cresta
L’elisoccorso regionale, decollato in emergenza, ha imbarcato un tecnico del Soccorso Alpino ma le condizioni meteo avverse, con fitte nuvole che avvolgevano la cima, hanno reso estremamente complesso l’avvicinamento.
Il tecnico è stato infine sbarcato sulla cresta del Montasio, in prossimità della via Kugy, e da lì ha proseguito a piedi con lo zaino carico di materiali per circa venti minuti fino alla vetta. Raggiunti i ragazzi, li ha messi in sicurezza con le corde, iniziando le prime manovre di risalita.
Nel frattempo altri due soccorritori sono stati trasportati in quota per rinforzare l’azione. Una volta ricondotti gli escursionisti in vetta, l’elicottero ha effettuato due delicate rotazioni in hovering sulla cresta, imbarcando soccorritori e soccorsi e trasportandoli ai Piani del Montasio.
mobilitazione massiccia
Oltre al nucleo operativo, una decina di altri soccorritori erano stati messi in preallarme per eventuali interventi via terra, pronti a muoversi in caso di peggioramento delle condizioni. Fortunatamente l’operazione si è conclusa con esito positivo: i quattro ragazzi, seppur stremati, non hanno riportato gravi conseguenze.
un intervento simbolo
Il soccorso di ieri rappresenta un esempio concreto della complessità e della professionalità con cui il Soccorso Alpino e le squadre di emergenza sanno muoversi in ambiente ostile: tra nuvole, creste e rocce friabili, hanno garantito la sicurezza di chi, spinto dalla passione per la montagna, si è trovato in difficoltà.
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