giovedì 15 ottobre 2026
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Cronaca

“Melara non è Alcatraz”: la protesta di una residente contro l’abbandono istituzionale

Luca Marsi·
“Melara non è Alcatraz”: la protesta di una residente contro l’abbandono istituzionale

«Sono stufa di sentire parlare del Quadrilatero di Melara come se fosse soltanto sinonimo di degrado». Con queste parole una triestina interviene con forza per difendere il suo quartiere, chiedendo maggiore attenzione da parte delle istituzioni e dell’ATER.

Secondo la residente, il vero problema non è il luogo in sé, ma l’abbandono in cui il quartiere sarebbe stato lasciato: «Questo grande quartiere, dove vivono più di duemila persone, avrebbe bisogno di più manutenzione, più cura e più sicurezza. Ci hanno tolto un commissariato di polizia che qui era fondamentale».

La donna ricorda anche i tanti aspetti positivi che spesso non trovano spazio nei racconti pubblici: «Trovami un posto dove i bambini vanno a scuola – materna, elementare e media – senza bagnarsi quando piove; trovami un posto con microaree, associazioni e circoli che pensano agli anziani per non lasciarli soli; trovami un posto dove si organizzano tante attività e dove i giardini sono curati con amore dagli abitanti stessi. Quel posto è Melara».

Una comunità che, nonostante i problemi, continua a vivere con energia e solidarietà: «È vero, ci sono cose da migliorare, ma ci sono anche realtà belle e vive che non vengono mai raccontate. Basta articoli che ci dipingono come un’Alcatraz: vogliamo solo ciò che ci spetta — attenzione, manutenzione e sicurezza».

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