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Cronaca

Lista islamica a Monfalcone, il caso approda a Mattino Cinque: “Va contro la Costituzione”

Luca Marsi·
Lista islamica a Monfalcone, il caso approda a Mattino Cinque: “Va contro la Costituzione”

Sta facendo discutere l’intero Paese il caso della lista presentata a Monfalcone per le prossime elezioni comunali, definita da molti come il primo “partito islamico” italiano, tanto da essere al centro di un servizio andato in onda nella puntata di lunedì 1° aprile del programma “Mattino Cinque” condotto da Federica Panicucci su Canale 5.

Il servizio: donne musulmane portano la lista in Tribunale

Nel collegamento in diretta da Monfalcone, l’inviato ha raccontato come a portare la lista davanti al Tribunale non siano stati partiti politici o movimenti conservatori, bensì un’associazione di donne marocchine musulmane perfettamente integrate in Italia, che contestano duramente i contenuti della lista, sostenendo che vi siano elementi contrari alla Costituzione italiana.

I punti contestati: “Sharia, velo, poligamia”

Secondo quanto riferito nel servizio, le ricorrenti denunciano che la lista – capeggiata da un cittadino senegalese noto in zona, tale Conatepromuoverebbe valori non compatibili con quelli di uno Stato laico. Tra gli aspetti più criticati figurano il richiamo alla sharia, l’uso del velo e del niqab, nonché il riferimento alla poligamia, tutte pratiche non riconosciute nel nostro ordinamento giuridico. L’attenzione si concentra anche sulla possibile destabilizzazione dei principi costituzionali, nel caso in cui la lista dovesse ottenere ampio consenso.

Numeri che fanno discutere

Monfalcone, cittadina di circa 30.000 abitanti, ha secondo il servizio una comunità musulmana che rappresenta circa un terzo della popolazione. Proprio per questo, la lista – che sarebbe composta interamente da candidati musulmani – potrebbe ottenere un buon risultato elettorale. Il timore di alcuni intervistati è che, in caso di ballottaggio, questa lista possa allearsi con le forze di sinistra, aprendo scenari imprevedibili a livello politico.

Le voci dei cittadini: “Siamo preoccupati”

Il servizio ha dato spazio anche alle testimonianze raccolte per strada. Una giovane donna ha espresso forte preoccupazione per il futuro dei diritti femminili, temendo un possibile arretramento sociale in caso di affermazione di visioni conservatrici e non integrate. Altri cittadini hanno lamentato la mancanza di volontà di integrazione, sostenendo che la lista sia composta esclusivamente da stranieri musulmani, e dunque percepita da alcuni come una “forzatura identitaria”.

Una voce moderata: “Tanti musulmani, ma nessun integralismo”

Tra gli intervistati, anche una voce più moderata, che ha sottolineato come molti dei cittadini di origine bengalese presenti a Monfalcone siano estremamente rispettosi e lontani da qualsiasi forma di estremismo. Secondo questa posizione, il problema non è nella religione in sé, ma nel numero elevato di presenze, che andrebbe gestito con una strategia nazionale.

Una questione aperta

In attesa della decisione del Tribunale sulla regolarità della lista, il dibattito resta acceso. Il caso di Monfalcone potrebbe aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra religione, politica e Costituzione in un’Italia sempre più multiculturale.

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