L'addio della Barcolana a Carlo Borlenghi. Il ricordo di Mitja Gialuz: "Ci mancheranno il suo sguardo e la sua generosità"
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La vela e la fotografia perdono uno dei loro maestri più grandi, e Trieste perde uno dei suoi narratori più poetici. Il mondo del mare piange Carlo Borlenghi, il fotografo che con i suoi scatti ha saputo trasformare le regate in opere d'arte, immortalando per decenni le sfide più epiche sugli oceani e nei mari di tutto il mondo. Un legame indissolubile, quello tra Borlenghi e Trieste, cresciuto anno dopo anno lungo le rive del Golfo durante la Barcolana. Tra il fotografo e la regata più affollata del mondo c'era una sintonia speciale, fatta di complicità, luce e vento. A dare voce al dolore e alla gratitudine di un'intera comunità è stato Mitja Gialuz, presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, che ha affidato a un toccante post su Facebook il proprio ricordo:
"Carlo Borlenghi ha raccontato la Barcolana come solo lui sapeva fare, regalandoci sguardi nuovi sul nostro evento e sulla nostra città. I suoi scatti, poetici ed evocativi, ci hanno sorpreso ed emozionato.
Amava da impazzire la bora, le sue giornate terse, i colori irripetibili del mare e del cielo. Sposava con entusiasmo i nuovi progetti: dai ritratti del popolo della Barcolana alla mostra dedicata ai trent’anni del Moro di Venezia.
Quest’anno, la seconda domenica di ottobre, ci mancheranno tanto il suo sguardo, la sua intelligenza e la sua generosità."
Nelle parole di Gialuz emerge la passione pura che legava Borlenghi a Trieste. Non solo i grandi scafi tecnologici dell'America's Cup o i giganti del mare, ma anche e soprattutto la magia della bora, la luce tersa dei pomeriggi d'autunno e l'energia unica della gente di mare. Borlenghi non si limitava a fotografare le barche: ritraeva le persone. I suoi progetti sul "popolo della Barcolana" e le celebrazioni storiche, come quella legata alle imprese del Moro di Venezia, hanno mostrato la sua costante voglia di mettersi in gioco, mettendo il suo genio al servizio della passione collettiva. La prossima edizione della regata, la seconda domenica di ottobre, avrà una scia di malinconia in più. Sulle motoscafi dei fotografi e sulle rive di Trieste si sentirà l'assenza del suo obiettivo, ma la sua eredità visiva continuerà a raccontare per sempre la grande bellezza del mare.
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