L'Emilia Romagna vara il primo protocollo di riapertura per il comparto ristorazione
Il comparto ristorazione dell’Emilia Romagna vara il proprio personalissimo protocollo di riapertura in sicurezza, un primato in Italia, raggiunto grazie allo sforzo dell’assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio della Regione Emilia Romagna Andrea Corsini, che definisce le misure «un grande lavoro di squadra».
Il compendio di normative romagnolo arriva per primo e, se confermato dal Governo, rappresenterà il manuale guida alla riapertura dei locali che si occupano di ristorazione anche per le altre regioni italiane.
Il Documento è stato approvato nel pomeriggio di ieri, 13 maggio 2020, l’obiettivo, come si legge nel protocollo «è fornire linee guida e indicazioni operative, omogenee sul territorio regionale, finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento da adottare per contrastare l’epidemia di COVID-19 all’interno degli esercizi di somministrazione alimenti e bevande e alle attività artigianali che vedono per l’asporto o per il consumo sul posto, in funzione dell’avvio della Fase 2 di riapertura».
L’Emilia si scosta così dalle ipotesi formulate da Inail e Istituto Superiore di Sanità: no ai 4 o 2 metri di distanza tra tavoli, ma piuttosto un mirato distanziamento delle persone, per la precisione ad un metro l’una dall’altra, metro che si riduce se i clienti dovessero appartenere al medesimo nucleo familiare.
Naturalmente previsti dpi per il personale di sala e di cucina, assieme alla costante igiene delle mani e delle superfici. Una sanificazione puntuale e precisa sarà necessaria, almeno due volte al giorno.
Per evitare assembramenti è stata proposta la contingentazione delle entrate, con la separazione tra porta d’ingresso e d’uscita. Sconsigliato l’uso di appendiabiti e di servizio guardaroba.
Si fa ancora attendere il via libera a buffet self service e servizio al bancone, dove i contatti non possono essere limitati.
La digitalizzazione investe anche la ristorazione: la proposta è quella di menù su dispositivi digitali, che verranno igienizzati ad ogni uso, come anche il pagamento prediletto sarà quello digitale, senza scambio di contanti. Ad ogni modo il Documento prevede l’installazione di barriere di plexiglass alla cassa.
Per i bar il consiglio è quello di adottare le medesime misure ed adeguarle alla specifica situazione.
Già previste nel protocollo emiliano le regole per un asporto in sicurezza: contenitori monouso sigillati, guanti e distanza.
Articoli correlati
CronacaLa jota porta Trieste in prima serata: sorpresa a “La Ruota della Fortuna” su Canale 5
Trieste protagonista questa sera, mercoledì 14 ottobre 2026, a “La Ruota della Fortuna”, il popolare programma di Canale 5 condotto da Gerry Scotti. A portare improvvisamente il capoluogo giuliano davanti al grande pubblico televisivo nazio
CronacaSicurezza percepita, Questore: «Uno dei più grossi problemi di questo periodo» (VIDEO)
La percezione di insicurezza richiede alle istituzioni un impegno che riguarda anche la tranquillità delle persone e la fiducia nel lavoro svolto. Il questore di Trieste Lilia Fredella lo ha sottolineato durante la diretta dell’8 ottobre, i
CronacaScintille Ramazzina-Rebek sui soldi dei giovani: «Tutto a rate» – «Ma spendono centinaia di euro» (VIDEO)
Quanto pesa realmente il momento economico sulle possibilità dei giovani? E quanto, invece, è cambiato semplicemente l'ordine delle priorità nella spesa? Su questo terreno si è acceso un vero botta e risposta tra Riki Ramazzina e Stefano Re
CronacaTrieste, Miguel Selekta: «Ti puoi immaginare cos’è per un DJ non far ballare alla gente?» (VIDEO)
Mettere musica davanti al pubblico e dover impedire alle persone di ballare. È la situazione contestata da Miguel Selekta durante il confronto condotto da Luca Marsi sulle serate a Trieste. «Ti puoi immaginare cos’è per un DJ non far ballar

