venerdì 14 agosto 2026
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Cronaca

Il padre a Turetta: "Non sei un mafioso né un terrorista, hai avuto un momento di debolezza'

Luca Marsi·
Il padre a Turetta:  "Non sei un mafioso né un terrorista,  hai avuto un momento di debolezza'

"Hai fatto qualcosa, però non sei un mafioso, non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza. Non sei un terrorista. Devi farti forza. Non sei l'unico. Ci sono stati parecchi altri. Però ti devi laureare". Sono alcune delle frasi che Nicola Turetta indirizza al figlio Filippo, in carcere per l'omicidio di Giulia Cecchettin, nel colloquio che assieme alla madre ha avuto il 3 dicembre scorso nel carcere di Verona. La conversazione, intercettata dagli investigatori e all'interno del fascicolo processuale, è stata pubblicata dal settimanale Giallo e riportata oggi dal Corriere della Sera e da L'Arena di Verona. Si è trattato del primo incontro dei genitori con Turetta, dopo la sua cattura in Germania al termine della fuga dopo l'uccisione e l'abbandono del corpo di Giulia in un bosco in Friuli. Nel colloquio il ragazzo avrebbe chiesto al padre se fosse stato licenziato per colpa sua. dalle frasi di Nicola Turetta emerge un tentativo di rincuorare il figlio, più che riandare al delitto: "Ci sono altri 200 femminicidi. Poi avrai i permessi per uscire, per andare al lavoro, la libertà condizionale. Non sei stato te, non ti devi dare colpe perché tu non potevi controllarti". Poi gli chiede come si fossero comportati i magistrati con lui, e Filippo risponde "meglio di quello che mi aspettavo". Esprime infine il timore di essere lasciato dall'avvocato, Giovanni Caruso: "Magari non ce la faccio a riferirgli tutto, io non ho detto tutto". (ANSA). BUO

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