domenica 8 novembre 2026
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Cronaca

Fvg, sequestrata dalle guardie zoofile dell’Oipa una gatta legata a catena (FOTO - VIDEO)

Luca Marsi·
Una gatta tenuta a catena dentro uno scatolone sudicio sin da quando era cucciola, senza la possibilità di muoversi liberamente. Questo lo  scenario di dolore e degrado che si sono trovati davanti le guardie zoofile dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), intervenute a seguito di una segnalazione anonima a Porcia, in provincia di Pordenone. Nina, questo il nome della povera gattina, è stata sequestrata e il proprietario denunciato alla Procura della Repubblica di Pordenone per maltrattamento di animali (art. 544 ter del Codice penale) e sanzionato amministrativamente per la detenzione di un cane senza microchip. L’uomo ha dichiarato di tenere la gatta a catena sin da cucciola per evitare che uscisse dalla casa e morisse sotto una macchina, com’era accaduto ad altri suoi gatti.
 
«Vedere un gatto emaciato e sofferente dopo una vita passata legata alla catena toglie il respiro. Il povero animale, di circa dieci anni, era adagiato su uno straccio sporco dentro un vecchio cartone logoro, posto in bilico sopra una cuccia in mezzo ad altri oggetti»,  racconta Maria Laura D'Amore, coordinatrice nucleo delle guardie zoofile dell’Oipa di Pordenone e provincia. «Nina giaceva raggomitolata su se stessa in stato di abbandono, non rispondeva agli stimoli esterni, disorientata, il pelo arruffato, pieno di nodi. Aveva gli arti doloranti e difficoltà a reggersi in piedi. Questo gli rendeva difficile anche raggiungere la ciotola dell’acqua a terra. Subito dopo il sequestro è stato visitata da un veterinario, che ha riscontrato una grave disidratazione e diagnosticato un’insufficienza renale. Ora si trova sotto osservazione in una clinica veterinaria».
 
Ma non solo la gatta era vittima di maltrattamento. In una piccola stanza fatiscente, sporca, piena di escrementi, gli agenti dell’Oipa hanno trovato molte gabbie di piccole dimensioni e sporche, con imprigionati uccelli da richiamo senza cibo né acqua. La detenzione dei volatili è stata denunciata al Corpo forestale provinciale di Pordenone.
 
 

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