Fuori dal Coro, scandalo in Fvg: droga, armi e soldi pubblici in un centro per minori a Udine

Un’inchiesta esplosiva quella andata in onda su Retequattro nel corso della puntata di "Fuori dal coro", condotta da Mario Giordano, che ha portato alla luce una situazione allarmante in un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati a Udine. Il programma ha documentato, con immagini e testimonianze, gravi episodi di spaccio, possesso di armi bianche e gestione opaca dei fondi pubblici.
Armi bianche tra le stanze dei minori
Il reportage ha mostrato le immagini dell’intervento della polizia in cui sono state sequestrate decine di armi bianche: coltelli, taglierini e strumenti da scasso rinvenuti nelle stanze degli ospiti. Una scoperta che ha fatto emergere un clima di insicurezza crescente tra i residenti della zona, i quali si sentono “prigionieri in casa propria”.
Spaccio alla luce del sole
Il team di “Fuori dal coro” ha seguito alcuni minori ospitati nel centro Casa dell’Immacolata, documentando come alcuni di loro, appena usciti dalla struttura, si dirigano verso la stazione ferroviaria, dove avrebbero messo in piedi una vera e propria rete di spaccio. Le telecamere hanno filmato uno dei giovani mentre offriva droga ai reporter sotto copertura, lasciando anche un numero di telefono e un punto di incontro per ulteriori consegne.
I soldi pubblici? 70 euro al giorno per minore
Il centro, gestito dalla curia locale, riceverebbe circa 2 milioni di euro l’anno dal Comune per la gestione dei minori. Il direttore della struttura, incalzato dalle domande, ha confermato che il contributo giornaliero per ciascun minore è di 70 euro, ma ha ammesso anche di non essere a conoscenza dell’attività di spaccio degli ospiti. Alla domanda su cosa fare per fermare questi episodi, ha risposto: “Se sono al corrente, denuncio. Ma cosa devo fare io?”
Una realtà fuori controllo
Secondo quanto emerso nel servizio, la situazione è diventata fuori controllo: minori che dovrebbero essere accompagnati in percorsi di integrazione si troverebbero invece coinvolti in attività criminali. Un contrasto stridente tra le risorse impiegate e i risultati ottenuti, che riaccende il dibattito sulla gestione dell’accoglienza in Italia.
Il programma ha infine mostrato come lo stesso gruppo di presunti spacciatori si ripresenti puntualmente ogni giorno negli stessi luoghi, indisturbato, confermando un sistema ormai radicato e difficile da arginare.
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