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Cronaca

Fameia Capodistriana lascia la “Casa Madre”: trasferimento alla Lega Nazionale tra tensioni sui costi

Luca Marsi·
Fameia Capodistriana lascia la “Casa Madre”: trasferimento alla Lega Nazionale tra tensioni sui costi

La Fameia Capodistriana, storica associazione degli esuli da Capodistria fondata nel 1956, ha ufficialmente trasferito la propria sede presso la Lega Nazionale in via Donota 2. Fin dalla sua nascita l’associazione era aderente all’Unione degli Istriani e aveva sede nello stabile di via Silvio Pellico 2, edificio che ospita l’Unione stessa.

Lo stabile, di proprietà della società per azioni “Casa Madre degli Istriani-Fiumani-Dalmati in Esilio”, era stato acquistato nel 1984 grazie a una raccolta fondi nazionale promossa tra gli esuli. La finalità dichiarata era quella di destinare spazi ai circoli istriani, fiumani e dalmati.

L’aumento dei costi alla base della decisione

Alla base del trasferimento vi sarebbe il forte incremento delle somme richieste alle associazioni ospitate. Secondo quanto comunicato, l’importo sarebbe passato dai 2.000 euro annui del 2024 a una richiesta di 6.000 euro per il 2026.

L’aumento ha riguardato tre realtà: le associazioni legate a Capodistria, Rovigno e Umago, che lo avrebbero ritenuto ingiustificato e insostenibile, decidendo quindi di lasciare la sede.

Anche le altre “Famiglie” degli esuli hanno quindi avviato il trasferimento. L’associazione di Rovigno ha già scelto la Lega Nazionale, mentre quella di Umago dovrebbe assumere a breve la propria decisione. Nella cosiddetta “Casa Madre” non sarebbe così rimasta alcuna “Famiglia”.

Assemblea straordinaria e approvazione ufficiale

La scelta è stata formalizzata il 23 gennaio, quando la Fameia Capodistriana ha riunito l’assemblea generale straordinaria, che ha approvato il trasferimento.

“Un ritorno alla casa materna” secondo la Lega Nazionale

La Lega Nazionale ha accolto la richiesta sottolineando il valore simbolico del passaggio. È stato evidenziato come la nascita stessa della Fameia Capodistriana, pur nell’ambito dell’Unione degli Istriani, sia storicamente legata all’opera di Lino Sardos Albertini, dirigente della Sezione Istria della Lega Nazionale.

Il trasferimento viene quindi letto anche come una sorta di ritorno alle origini, in un momento che segna una fase nuova nei rapporti tra le associazioni degli esuli.

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