FAI Friuli Venezia Giulia comunica che a seguito di un pronunciamento del Consiglio di Stato agli inizi del 2021, inaspettatamente sono state accolte le argomentazioni dell’Autorità di Regolazione dei trasporti con cui si pretende un contributo dalle imprese di autotrasporto merci su gomma. Si tratta di un contributo pari allo 0,6 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato, che deve essere versato da tutte le imprese che hanno nella loro disponibilità veicoli – dotati di capacità di carico – di massa complessiva superiore alle 26 tonnellate e/o trattori stradali con massa rimorchiabile superiore alle 26 tonnellate. E’ prevista una esenzione per le imprese con fatturato non superiore a 3 milioni di euro.
L’Autorità di Regolazione denominata in breve (ART) è un organo autonomo, costituito nel 2011 ed è competente nel garantire l’accesso equo, previa regolazione, alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aereoportuali e alle reti autostradali. Le imprese di autotrasporto merci su gomma per il tramite delle proprie associazioni di categoria hanno sempre rigettato le richieste di contributo ritenendole infondate giuridicamente.
«Le imprese di autotrasporto operano costantemente in regime di libero mercato. Il corrispettivo del trasporto è rimesso alla libera contrattazione. Ogni tentativo della categoria di vedersi riconosciuto un prezzo minimo garantito è stato ritenuto illegittimo dall’Unione Europea, in quanto ritenuto distorsivo e contrario ai principi del libero mercato in vigore nell’Unione Europea. In Italia la categoria degli autotrasportatori ha invocato più volte che ci sia almeno una tariffa minima che possa garantire la sicurezza stradale e la corretta manutenzione del mezzo. Tariffe al ribasso, come è avvenuto nel trasporto su gomma, anche per effetto dell’attività di cabotaggio da parte dei vettori stranieri, non favoriscono la corretta manutenzione del mezzo, l’adeguata formazione del personale e la sicurezza stradale». Spiega FAI Friuli Venezia Giulia in una nota.
«Ebbene se operiamo in un sistema che non prevede nessuna regolazione a tutela delle imprese non si comprende perché le imprese di autotrasporto su gomma debbano contribuire al mantenimento di un’autorità di regolazione. La sentenza del Consiglio di Stato afferma che gli autotrasportatori usufruiscono delle autostrade e degli interporti, porti e altre infrastrutture e pertanto in maniera indiretta usufruiscono di alcune infrastrutture regolate. Questo tesi ci appare debole considerando che anche i privati usufruiscono di queste infrastrutture come ad esempio le autostrade e da quanto ci risulta non devono versare un ulteriore contributo in aggiunta al pedaggio autostradale. La categoria dell’autotrasporto, che ricordiamo non si è fermata nemmeno nei momenti più difficili della pandemia da Covid 19, assicurando il regolare rifornimento di merce nei negozi e nelle fabbriche, ritiene questa richiesta di contributo economico come un ennesimo “balzello” di cui se ne farebbe volentieri a meno in un periodo congiunturale così delicato».